E’ una figuratività neo quattrocentesca quella che caratterizza i soggetti dipinti dall’artista cecoslovacco Jan Knap (Chrudin, 1949). Lineamenti infantili e delicati, resi con pochi tratti pittorici, sottolineano la serenità e l’ingenuità di questi personaggi lontani dal mondo reale. Gli elementi sacri sono inseriti dall’artista in una sfera intima dove bambini e angeli, madonne e contadini sono ritratti in atteggiamenti semplici e di svago, come suonare uno strumento, leggere un libro o cogliere della frutta.
Quasi tutte le scene sacre di Knap, infatti, sono ambientate all’aperto, in una campagna rigogliosa, verde e soleggiata. Paesaggi bucolici e una natura
Sia formalmente, sia compositivamente, nelle opere di Knap si rivela inoltre fondamentale la sua
Per comprendere la concezione dell’arte di Knap è importante ricordare anche la sua partecipazione, insieme agli artisti Milan Kunk e Peter Angermann, alla fondazione del Gruppo Normal, nel 1979. Il movimento, contrario a ogni concezione intellettualistica e concettuale dell’arte, proponeva il ritorno a un modo di dipingere semplice e narrativo, nel quale risultava fondamentale anche il rapporto con gli strumenti pittorici come la tela, i pennelli e i colori.
I dipinti esposti nella galleria sono accompagnati anche da un interessante volume a tiratura limitata, Melodia Ordinata, nel quale a una serie di 25 acquarelli dell’artista cecoslovacco sono abbinate altrettante poesie scritte da Gian Ruggero Manzoni.
elena londero
mostra vista il 18 febbraio 2003
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... rimasi stupito l'anno scorso quando mi ritrovai a casa un invito alla mostra di Knap presso la galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea: "Uno scherzo, una concessione politica alla diocesi di Lucca?", le prime due domande spontanee guardando e rigirando la locandina in mano...
... ora vedo che c'è una promozione internazionale alle spalle... la fine del concettualismo anni 70?...
Certo, e alla grande con i Nuovi Selvaggi tedeschi e la Transavanguardia italiana...
... per dare così rilievo ai lavori di Knap - soprattutto per le serie delle prime due immagini - ci vuole tutto il molliccio oscuro del postmoderno anni 90...
Niente male!