La via dell’ambra, che attraversava l’intero continente europeo da sud a nord, toccava anche le città di Aquileia e Carnumtum, due centri militarmente, politicamente ed economicamente molto importanti tra il I ed il III secolo d. C..
Carnumtum oltre ad essere la sede ufficiale del culto di Iupiter per la Pannonia Superiore (l’attuale Austria orientale congiunta a parte dell’Ungheria), era anche un importante punto strategico dell’impero romano. A partire dal I secolo, infatti, vennero stanziate nella città fortificata molte truppe romane, impegnate a difendere ed a vigilare i confini orientali. L’importanza di Carnumtum è dimostrata anche dalla frequente presenza degli imperatori nella città. Tiberio, Claudio ma soprattutto Marco Aurelio dimorarono in questo centro quando, a capo dei loro eserciti, furono impegnati a fronteggiare popolazioni bellicose e pericolose come i Quadi e i Marcomanni.
Sono molti, e quasi tutti ottimamente conservati, gli oggetti presenti nella mostra che testimoniano di quei luoghi e di quei tempi.
Stoviglie, vasellami, oggetti da toilette, strumenti per scrivere ma anche preziosi gioielli ed eleganti ampolle in vetro testimoniano la raffinatezza della cultura romana, riscontrabile anche negli oggetti di uso comune, per quanto appartenenti alle classi alte della società.
Visitando l’esposizione appare evidente quanto la cultura dell’impero sia riuscita a penetrare profondamente anche in luoghi tanto lontani da Roma, come appunto era Carnumtum . Questo particolare aspetto emerge anche osservando il ricco corredo funebre recentemente ritrovato nella tomba di un re germanico, vissuto tra il I ed il II secolo d. C.. Nella tomba, venuta recentemente alla luce nella Repubblica Ceca, accanto a pochi oggetti di fattura germanica (soprattutto armi) si trovano numerosi ed eleganti oggetti appartenenti alla cultura romana, a dimostrazione di quanto tale cultura fosse ammirata anche dai nemici dell’impero che possedendo tali oggetti, veri e propri status symbol, vedevano aumentato il loro prestigio sociale.
Un altro aspetto particolarmente curato nella mostra è quello religioso. I Romani, al fine di favorire l’inserimento di nuove popolazioni amiche nell’impero, non respingevano mai le divinità locali, ma semplicemente le affiancavano alle loro. Particolarmente diffusi erano i culti di Mitra, Nemesi e Iside , venerati anche in buona parte del bacino mediterraneo. Ad Aquileia e Carnumtum sono stati ritrovati, e sono ora esposti in questa mostra, numerosi reperti collegabili alla sfera religiosa, soprattutto statue di divinità, piccoli bronzetti votivi ed altri oggetti necessari al culto (anfore, tavolette, coppe). Sono inoltre presenti nell’esposizione anche numerosi oggetti in ambra, per la maggior parte gioielli di ottima fattura.
La presenza romana ad Aquileia e Carnumtum dopo il III secolo risulta, purtroppo, pressoché priva di testimonianze archeologiche, soprattutto a causa di secoli e secoli di lavori agricoli che hanno irrimediabilmente danneggiato gli strati più tardi del terreno. Di questo periodo si conserva, comunque, a Carnumtum l’Heidentor, o Porta dei Pagani, risalente proprio al IV secolo.
elena londero
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