Giuseppe Zanini , l’illustratore e caricaturista meglio noto con il nome di Nino Za, fu il primo ad allestire una galleria d’arte contemporanea a Udine. Aperta in via Mercatovecchio nel 1952, fu attiva solo per i pochi anni che precedettero il trasferimento dell’artista a Roma, dove aprì uno spazio nella centralissima via del Babuino.
Punto di ritrovo per i grandi artisti dell’epoca, la galleria per rappresentare una sorta di cenacolo per pittori, scrittori, poeti e registi della statura di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni . Germana Gerardi, la moglie del Zanini, costituiva la musa loquace della compagnia, animando il circolo di artisti che gareggiavano in bravura per rappresentarla degnamente sulle loro tele.
L’apparato iconografico che accompagna il percorso pittorico della collettiva, mette in evidenza questi frequenti contatti tra la coppia e gli artisti, sottolineando la natura amichevole degli incontri. Feste o interni domestici colgono i Zanini in compagnia di Giorgio de Chirico, Massimo Campigli e molti altre personalità di spicco del mondo culturale dell’epoca.
Accanto ai ritratti d’autore spiccano i capolavori tratti dalla collezione privata di Giuseppe Zanini come le nature morte di Filippo De Pisis o le composizioni di Mario Sironi. Tutte le grandi opere dei nomi più noti della prima metà del XX secolo italiano che andavano ad arricchire l’allora nutrita collezione del mercante d’arte.
Zanini, tuttavia, non consacrava la sua attenzione ai soli pittori affermati, ma incoraggiava ed aiutava ad emergere dei giovani talenti allora quasi del tutto sconosciuti. Una sezione della mostra sottolinea questo fiuto del collezionista che raccolse capolavori di pittori come Zigaina, Coceani, Anzil Toffolo , Mascherini ed altri nomi locali alcuni dei quali oltrepassarono di gran lunga i confini della regione di appartenenza.
Capace mercante d’arte ed illuminato collezionista quindi, ma anche un noto caricaturista affermatosi negli anni ’30 per al sua penna graffiante ed ironica, dal tratto inconfondibile. Lo testimoniano le poche caricature esposte, tutte riferite all’ambiente artistico da lui frequentato.
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