Pittura, video e fotografia sono presenti nella personale dell’artista giapponese Yumi Karasumaru. A creare un percorso storico ad immagini dove le scene di vita familiare illustrano e spiegano la storia di un popolo. È il Facing Histories di una riflessione cosciente sulle vicende storiche, individuali e collettive, ripensate e quasi ricreate sul volto delle adolescenti di Tokyo o delle teen-agers di Harajyuku.
Il ciclo pittorico dedicato alla famiglia propone, su un piano intimo legato alle vicende biografiche dell’artista, quadri di vita domestica, ritratti su uno sfondo pittoresco ed esoticamente caratterizzato. Amageari, Hiroko e Kazuko o Kazue e Kyoko sono le protagoniste della serie, colte in pose fotografiche e significative, quasi a voler documentare cronologicamente l’evoluzione dell’individuo.
Tra esotismo e storicismo, gli spazi familiari ripercorrono su scala individuale le vicende storiche del popolo giapponese, parte delle quali sono indissolubilmente legate al dramma delle bombe atomiche. La serie Atomica ricrea per immagini le sequenze dello scoppio e delle distruzioni, ritraendo simbolicamente ciò che resta di Hiroshima: la facciata di un negozio di orologi (Atomica n° 20 – L’orologeria).
La performance su video, proiettata presso lo spazio espositivo della 3G, riunisce in maniera emblematica la nostalgia dell’artista per la sua terra nativa e l’attenzione che tributa alla storia del suo popolo. Una canzone tradizionale, recitata dalla stessa Karasumaru, costituisce il primo quadro della serie di tre, mentre il secondo, un Haiku celebrativo del disgelo primaverile, succede al ricordo dell’atomica e alle migliaia di morti da essa provocate.
Dal singolo alla collettività l’arte di Karasumaru rende costantemente omaggio alla propria terra nativa, quel Giappone dal quale essa ha scelto volontariamente di vivere lontano, forse per meglio render conto di una realtà solo ricordata, ma intimamente vissuta nella coscienza delle proprie origini.
marta di benedetto
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