Categorie: friuli v. g.

fino al 4.XII.2009 | Ulrich Egger | Udine, Galleria Plurima

di - 3 Dicembre 2009
L’eterogeneità d’interpretazioni e
definizioni sono spesso connesse ai lavori contemporanei che mescolano
linguaggi e materiali diversi, come nel caso di Ulrich Egger (San Valentino alla Muta,
Bolzano, 1959). L’artista, infatti, nell’accostare alcuni fondamentali
dell’arte – quali la pittura e la fotografia, assieme a materiali come ferro,
legno, nylon – genera opere intuitivamente riconducibili all’appellativo di
scultura, intesa come attività materiale e generatrice di spazio.
Elaborazioni fotografiche di
palazzi desolati, stampate su lamine di alluminio, si contrappongono così nella
loro durezza, sia fisica che ideale, con la trasparenza del plexiglas o la
leggerezza dei teli di plastica, decorati con una pittura appena accennata,
elegante e gentile.
L’oggetto fotografico è
l’architettura, elemento plastico e corporeo di per sé, che – ritratto
nell’angoscia di un paesaggio abbandonato e distrutto – si astrae da qualsiasi
ipotesi di contestualizzazione, elevandosi a concetto. La riflessione viaggia
attraverso il mezzo fotografico che dialoga con la realtà (in quanto narrativo
e analitico), proponendo però soltanto la sua rappresentazione e riducendosi
dunque a ingannevole specchio. La realtà e la finzione dunque si confondono e
si scambiano tra le opere di Egger, incoraggiate dalle applicazioni di
materiali, presumibilmente prelevati dai luoghi descritti nell’immagine. Nella
loro concretezza e verità, illudono lo spettatore donando una sensazione di
sicurezza che testimoni la loro esistenza, svuotata invece di qualsiasi
significato in quanto sottratto alla propria originaria funzione.

I ritratti di palazzi fatiscenti, smembrati,
abbandonati, immersi nel grigio della polvere della demolizione e allontanati
dalla presenza dell’uomo, sembrano tuttavia respirare simultaneamente nel pesto
silenzio del loro desertico scenario. Una trasformazione costante e
indispensabile, dominata dal tempo e dagli eventi che ne scandiscono le tappe
casualmente. È forse il respiro di un lento e inesorabile mutare?
Nelle opere di Egger il brusco
imbatto di una demolizione provoca un cambiamento urbano repentino, così come
lo scorrere del tempo lentamente altera i disegni delle città, avvolgendo
impercettibilmente il paesaggio in una situazione di imprescindibile
transitorietà che ricopre lo stesso spettatore, anch’esso partecipe
dell’instancabile processo.

La duplice sfida di riuscire a
comunicare un pensiero e di farlo attraverso un linguaggio poetico ed emotivo è
pienamente vinta dall’opera dell’artista altoatesino, che nei suoi lavori
riesce a compiere un’ampia riflessione attraverso l’omogeneità di linguaggi
tradizionali, quali la pittura e la fotografia stessa, resi raffinati e
contemporanei allo stesso tempo, e l’addizione di elementi estranei e materici
che reinventano una libera idea di scultura, a metà fra il quadro e
l’installazione.


articoli correlati

La personale a Merano

caterina skerl
mostra visitata il 30 novembre
2009


dal 31 ottobre al 4
dicembre 2009

Ulrich Egger – In/finito

a cura di Daniele Capra

Galleria
Plurima

Via
Erasmo Valvason, 11

33100 Udine
Orario: da martedì a venerdì ore
16-19; sabato e festivi ore 10-13 e 16-19

Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel./fax +39 0432502236;
info@galleriaplurima.it; www.galleriaplurima.it

[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30