La città si trasforma e anche le architetture industriali dismesse, antiche e meno antiche, scompaiono per cedere il passo ad altre strutture, sempre più indicative di un’omologazione – ahimè- non necessariamente proficua. L’evento, voluto e organizzato da La Corte Arte Contemporanea, si pone come momento di testimonianza di questo mutamento. Area di Transito è il luogo degli spostamenti, delle migrazioni, dei passaggi, ideali e fisici; l’esposizione è rappresentativa dell’estrema versatilità di cui è intrisa la realtà dell’arte contemporanea. Undici artisti, diversissimi tra di loro, concorrono ad interpretare il tema del cambiamento, sia esso sociale, urbano, spirituale… Niente di più appropriato, quindi, che allestire Area di Transito in un vecchio capannone, prossimo a demolizione, nella periferia industriale.
Le opere esposte sono rappresentative dell’estrema articolazione del linguaggio del contemporaneo: tutte riconducibili sotto la denominazione di “arti visive”, ma ognuna coerente con il proprio codice espressivo.
È un’esposizione che seleziona nomi di grande rilievo, tutti artisti già affermati che vivono la propria formazione come un processo in fieri: non si arrestano alla formulazione di uno “stile” consolidato, ma si rimettono in discussione, mantenendosi aperti alle inevitabili influenze della contemporaneità.
Di particolare intensità è l’installazione di Maria Dompè, dove motivi legati alle trasmigrazioni si intrecciano a riflessioni sull’eterogeneità del tessuto sociale. Tra gli altri artisti presenti ci sono Robert Gligorov, Omar Galliani, Virginio Ferrari, Ronaldo Fiesoli, Sara Tomboloni…
Un evento, Area di Transito, da non perdere, anche per la possibilità di crescita che rappresenta nel panorama dell’arte contemporanea a Firenze: l’interesse verso frange urbane trascurate ma ricche di enormi potenzialità.
Pietro Gaglianò
Mostra vista il 17.III.2001
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