La direttrice e curatrice del Museo di Villa Croce Sandra Solimano continua, dopo Globe: la torre di Babele e In faccia al mondo, la sua ricerca e indagine nell’«ordine del caos» che coinvolge l’uomo contemporaneo. Con la prima esposizione l’attenzione era rivolta all’odierna “globalizzazione babelica” della vita e del fare arte, soprattutto in chiave esistenziale e non filosofica; con la seconda si rifletteva sull’ambiguità tra ritratto e ritraente, fra nuovi modi realizzativi applicati al medium fotografico e sulla perdita del tempo reale della pellicola fotografica con l’utilizzo del digitale.
Così anche Il Viaggio dell’Uomo immobile è un itinerario introspettivo, in parte intimista, che ogni individuo è chiamato a compiere di fronte al binomio arte e
Un possibile percorso espositivo inizia con le grida silenziose del volto frammentato di Oursler (Digital), transitando per i cortocircuiti concettuali dei computer di Bolognini (Sealed computer), soffermandosi sull’evocazioni infantili e del proprio passato nella stanza della giapponese (Drift in a life) Oyama (artista presentata per la prima volta in Italia), o perdendosi nella volta popolata di angeli barocchi aggrappati agli oggetti della cultura del passato, per non cadere nel vuoto, nell’ emozionante installazione-interattiva di Studio Azzurro (Il soffio sull’angelo). Proseguiamo con la nascita e la distruzione delle città ideali e digitali della Megert (La ville des immortels), riflettiamo sulla vita e la morte, sulla memoria, sui ricordi, sul passato e sul presente con lo straordinario volto
In conclusione bisogna segnalare che le videoinstallazioni di Shun (Power station) e di Plessi (Foresta di fuoco) non riescono ad esprimersi appieno rispetto alle esposizioni precedenti a causa di un limitato allestimento: poco spazio e troppa luce per il cinese,
Terminano il percorso il celebre TvClock di Paik, il tappeto interattivo della Bravo (A_maze), le visive simmetrie oniriche di Hahn (Rabbit in your headlights), i fogli di carta di Giovanelli (Stable mouvant), le illusionistiche piume digitali di Couchot e Bret (Je sème à tout vent) e la tantrica stele di Corner (Stella di Davide) all’esterno del Museo.
articoli correlati
Zaumma – Maurizio Bolognini
Tony Oursler
Monika Bravo – Itineraries
Nam June Paìk – Il giocoliere elettronico
In faccia al mondo – Il ritratto contemporaneo nel medium fotografico
Globe: la Torre di Babele
pietro bussio
mostra visitata il 7 dicembre 2003
Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…
La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…
A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…
360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…
Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…
A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…