L’arte di stato è viva e gode di ottima salute. Non ci sono più Piacentini, Guttuso, Manzù o il grande Aristide Sartorio di Montecitorio ma l’opera di Pietro Cascella è l’eccezione che conferma le regola. Perché come scultore utilizza le forme e gli stilemi che furono cari al Ventennio, perché come uomo sceglie la committenza pubblica e in quanto maestro utilizza sapientemente i materiali, il prediletto travertino in primis. Anche a Chiavari è sua la fontana voluta nel ’99 da un’intera giunta comunale come segno della riqualificazione di un quartiere, quello della “Franca”, già maltrattato negli anni del boom edilizio. La fontana costò a Chiavari una cifra a sei zeri e tante polemiche, tutte regolarmente cadute nel vuoto. Ora la mostra –eccone il perché- che chiude in bellezza, almeno fino al prossimo mandato elettorale, l’attività espositiva di Palazzo Rocca con opere (bozzetti) di qualità e un allestimento efficace.
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