Categorie: genova

Fino al 15.I.2016 | Giorgio Griffa, Esonerare il mondo | Abc Arte, Genova

di - 9 Gennaio 2016
Salendo le scale si legge: «Condensata in ogni linea, in ogni colore, in ogni ritmo, è il farsi stesso della pittura, quel suo inevitabile attingere al fondo di sé stessa e a tutte le tappe del suo glorioso cammino evolutivo». Arrivi in cima, entri e trovi che acrilici variamente diluiti sono serviti a produrre altrettanto vari tipi di linee, orizzontali, oblique e verticali; file di bastoncini con più o meno la stessa primitività di quelli di un bambino che sta imparando a contare, a prendere coscienza del mondo e delle sue logiche. Chi mastica un po’ di storia dell’arte contemporanea la chiama Pittura analitica. Ma in quella punta “bambinesca” c’è il segreto di Giorgio Griffa (Torino, 1936), e della sua versione pittorica semplificante secondo un senso personale, più che propriamente analitico.
Gli spazi della centralissima Abc Arte, la curatela di Ivan Quaroni, una retrospettiva focalizzata sulla produzione seventies dell’artista. C’è dell’esistenzialismo nell’Esonerare il mondo che per il torinese coincide col periodo storico dei Segni primari, e punzecchia il qui pro quo intorno ad un azione titolare (concetto carpito all’adorato filosofo Arnold Gehlen) che lascerebbe presagire la scissione definitiva tra pittura e realtà. In realtà – e permettete il gioco di parole – le cose stanno diversamente, ed è il verbo dell’abilissimo Quaroni (perfettamente diffuso, con brani del testo a catalogo distribuiti per le varie sale) a materializzarsi per mettere sul binario giusto Griffa, artista che «sintetizza il mondo», la cui pittura è «soggetto che attraverso il segno e colore esonera il mondo, cioè lo riepiloga». Il suo processo pittorico sta nella corrente analitica, ma non allineato come quello di un Claudio Verna o un Claude Viallat, benché di quest’ultimo in molti casi ricordi il topos segnico. Adepto eccezionalmente distaccato dalla visione analitica, Griffa usa quest’ultima  da doppiogiochista, più interessato in qualche modo a “conquistare” il mondo che a recintare i confini della pittura. Ancora esemplificativo Quaroni quando scrive che «proprio perché semplici, facili, e riproducibili, i suoi segni a differenza di quelli di altri artisti astratti in cui emerge, invece, una marca identificativa, “autoriale”, sono universali».
Non fosse chiaro, Esonerare il mondo è il passionale rapporto tra vocabolario pittorico e universo noto, attraverso cui l’artista è giunto ad una soluzione astratta non priva di realismo inteso come “contatto con la realtà”.

Tele in cotone o iuta trattate come piccoli arazzi, appese solo dall’estremità superiore con sottili chiodi, cui basterebbe solo un po’ di vento per fluttuare, arricchite dai segni delle piegature come quelli sul centrino della nonna, lavato, stirato e riposto. Tracce incavate che dividono la tela, magari con un sistema a croce come in Orizzontale verticale, dove gli irregolari passaggi di colore regolano lo spazio pittorico senza costrizioni, allargandosi naturalmente tra le fibre. Valevole la varietà cromatico-segnica presentata, soprattutto nel dare enfasi a quella sospensione dell’impronta sul supporto che lascia ipoteticamente aperta – e umanamente imperfetta – l’azione artistica; cifra creativa in cui è individuabile anche una contiguità sonora, dove se per John Cage silenzio non è negazione della musica in un componimento, per Griffa la mancanza di segno colorato non è vuoto sulla tela, ma parte integrante dell’opera. E la piccola juta Due colori in fondo è una partitura particolarmente libera, dove il ritmo è cadenzato con la giovialità di un testo cromatico in cui fa tanto l’alternanza lilla/rosa.
Filosofeggiare in Griffa collima sempre con l’atto pratico di un’astrazione che preserva la sua percezione della quotidianità; opere come Segni orizzontali policromo del ’75 – la cui ampia regolarità segnica/varietà cromatica forma una sorta di avvolgente panorama – e Orizzontale del ’79 – dove il verde “prato” impera sul marrone “terra” della juta – sono di per loro una lezione di astrattismo fondato su rapporti armonici semplici, riscontrabili, realmente naturali.
Andrea Rossetti
mostra visitata l’11 novembre 2015
Dall’8 ottobre 2015 al 15 gennaio 2016
Giorgio Griffa – Esonerare il mondo
Abc Arte
Via XX Settembre 11a – (16121) Genova
Orari: da lunedì a venerdì, ore 9.30 -18.30; sabato su appuntamento
Info: +39 010 8683884; info@abc-arte.com; www.abc-arte.com    

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

YouNique 2026, a Lugano la Boutique Fair of Arts tra gallerie, artisti e talk

Dal 27 al 29 marzo 2026, Villa Ciani ospita YouNique, la fiera boutique d’arte contemporanea di Lugano: sei le gallerie…

16 Marzo 2026 13:30
  • Mostre

Per Rosa Panaro la cartapesta era materia politica: la mostra a Napoli

Alla Galleria Tiziana Di Caro, una mostra dedicata a Rosa Panaro ripercorre la sua lunga ricerca artistica, tra attivismo sociale,…

16 Marzo 2026 12:51
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 16 al 22 marzo

Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 16 al 22 marzo, in scena nei teatri…

16 Marzo 2026 11:30
  • Mostre

Zandomeneghi e Degas, la modernità come dialogo: la mostra a Palazzo Roverella

A Palazzo Roverella di Rovigo, una mostra racconta affinità, tensioni e scambi tra Federico Zandomeneghi ed Edgar Degas, due protagonisti…

16 Marzo 2026 10:30
  • Cinema

Agli Oscar 2026 trionfa Una battaglia dopo l’altra. E sul palco irrompe la guerra

Il film di Paul Thomas Anderson domina gli Oscar 2026 con sei statuette: da Michael B. Jordan a Jessie Buckley,…

16 Marzo 2026 9:16
  • Mostre

Donne che escono dai muri. Marina Lubrano in mostra ad Alveare Culturale

Fino al 27 marzo Alveare Culturale, spazio milanese in continua trasformazione, ospita la mostra “Donne che escono dai muri”, personale…

16 Marzo 2026 0:02