La mostra, curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati e Gianni Franzone, affonda le proprie radici e fonti dall’importante archivio futurista della Collezione Wolfson di Genova, costituito in prevalenza da materiale bibliografico e documentario, ed illustra le principali linee di ricerca del movimento futurista in campo letterario, pittorico, grafico e delle arti decorative.
Partendo dal manifesto di fondazione redatto da Marinetti nel 1909, a testimonianza della molteplicità dei campi di intervento artistico e i programmi culturali e ideologici dei futuristi, sono esposti nella prima sezione della mostra i manifesti editi dal movimento e redatti dai suoi maggiori esponenti: Umberto Boccioni, Carlo Carrà , Luigi Russolo, Gino Severini, Antonio Sant’Elia, Guillaume Apollinaire, Aldo Palazzeschi, Fortunato Depero, Enrico Prampolini.
Attraverso i manifesti dedicati alla letteratura, pittura, scultura, architettura, musica, teatro, cinema, fotografia, moda, ecc. eseguiti anche in lingue straniere, viene sottolineato come il movimento intendesse proporre una vera e propria “ricostruzione futurista dell’universo”. Esposti anche i cataloghi delle principali mostre del movimento dai primi anni Dieci fino agli anni Quaranta in Italia e all’estero, dimostrando la significativa presenza dell’avanguardia futurista all’interno del panorama artistico internazionale.
Le principali tematiche della poetica futurista, il dinamismo e la simultaneità sono in questa sede evidenziati da testi letterari, illustrati dagli stessi artisti futuristi , mentre la passione per la velocità e i nuovi mezzi di locomozione è rappresentata anche dai dipinti Locomotiva (1920) di Vittorio Corona e Motociclista (1939) di Gigi Caldanzano.
Tra i libri e il materiale documentario di particolare rilievo sono Depero Futurista, il celebre libro “imbullonato” di Fortunato Depero, Parole in libertà futuriste di F.T. Marinetti e Tullio d’Albisola e L’anguria lirica di Tullio d’Albisola, illustrata da Bruno Munari, due rare edizioni stampate su latta.
L’impegno dell’avanguardia futurista in campo poetico è ripercorso attraverso alcune edizioni bibliografiche di particolare pregio, quali Zang Tumb Tuuum Adrianopoli ottobre 1912, Guerra sola igiene del mondo e Les mots en liberté futuristes di F.T. Marinetti, Caffeconcerto. Alfabeto a sorpresa di Francesco Cangiullo, GuerraPittura di Carlo Carrà , Ponti sull’oceano versi liberi e parole in libertà di Luciano Folgore, Rarefazioni e parole in libertà di Corrado Govoni, Bif§zf + 18, Simultaneità e chimismi lirici di Ardengo Soffici, Archi voltaici di Volt, che propongono innovazioni grafiche e tipografiche rivoluzionarie che precedono o sono in sintonia con quanto veniva contemporaneamente elaborato dai gruppi più interessanti dell’avanguardia storica europea.
Il Manifesto della ceramica futurista del 1938 introduce alla sezione dedicata agli arredi , dove trovano collocazione le ceramiche (vasi, piatti, servizi da caffè) degli artisti più interessanti, da Tullio Mazzotti, promotore ad Albisola di una produzione di ceramica futurista, a Diulgheroff, da Ivos Pacetti a Corrado Cagli.
Chiude questa rassegna la sezione dedicata allo spettacolo e alla declamazione futurista con locandine, fotografie, cartoline, dépliants, libri e riviste che documentano i luoghi dello spettacolo – dal Bal Tik Tak di Balla alla Casa d’Arte Bragaglia di Roma – le performances teatrali e poetiche e i testi teorici.
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