Il Comune di Alassio propone una iniziativa dedicata a Fabrizio De André. La rassegna, a cura di Nicola Angerame, offre un appassionante ritratto del cantautore genovese attraverso una mostra di fotografie dell’archivio personale di Reinhold Kohl e la proiezione del film Faber, del regista Bruno Bigoni e del giornalista Romano Giuffrida, che sarà proiettato per tutta la durata della mostra.
“Fabrizio De André …signora libertà, signorina anarchia…” raccoglie oltre 60 scatti di vita artistica e privata: un articolato racconto che si svolge nei primi anni Ottanta, nel periodo del tour in Germania, Austria e Svizzera. Kohl accompagnò De André in questo tour fortunato, consolidando un rapporto di confidenza che si evidenzia nelle foto. E’ ritratto infatti un De André insolito, rilassato, che fa le boccacce, senza “la naturale barriera che ogni soggetto interpone tra sé e gli altri e il mondo circostante”, scrive Angerame, “malgrado Faber fosse tutt’altro che schivo o ritroso (era al contrario molto affabile, disponibile e curioso), voleva essere fotografato il meno possibile. Aveva più l’atteggiamento del poeta che del musicista pop”.
Kohl sa creare con il cantautore un rapporto empatico, come nota ancora Angerame gli scatti “sembrano presi da dietro la quinta che separa la vita privata da quella pubblica. Kohl arresta attimi di vita intima di Faber: mentre dorme e sogna, fuma seduto su un gradino, si fa la barba, accudisce i suoi bovini sardi o suona per strada a Sarzana, con il giovane Cristiano che lo guarda complice”. La mostra è un omaggio ad un protagonista amatissimo della cultura italiana, e una testimonianza fotografica di qualità.
In catalogo alcune chicche. Ad esempio il fotografo Kohl che descrive con affetto il suo legame con De André: “Era allegro, estroverso, disponibile, alla mano. Parlava con tutti ed era molto curioso. Aveva questa capacità di osservare con la coda dell’occhio, di guardare con occhi propri senza fermarsi a quello che le cose sembravano essere o ci dicevano che fossero. Questa cosa l’ha insegnata anche a me, credo. Osservare con la coda dell’occhio. Spero che in questa mostra si colga anche questo aspetto”.
La mostra fa parte di un progetto innovativo, ideato e curato da Angerame (che è anche valente redattore di Exibart) e sostenuto dall’Assessore alla Cultura di Alassio, Monica Zioni. L’obiettivo è creare un nuovo modo di raccontare la musica per immagini, un contatto davvero interdisciplinare tra diversi ambiti, e dopo l’esordio con “Percorsi Contemporanei” nell’estate del 2002 e con la mostra “Razmataz” di Paolo Conte lo scorso aprile, ha in progetto altre iniziative interessanti, dedicate ad artisti della scena italiana e internazionale.
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