Oggetti consueti che si trasformano, trasfigurati dalla poesia surreale dei sogni. Sono le Immagini mentali di Din Matamoro (Vigo, 1958), protagonista di una personale organizzata dal CAMeC in collaborazione con il prestigioso CGAC (Centro Galego de Arte Contemporánea). L’artista spagnolo è uno dei protagonisti emergenti della giovane arte europea.
Alla Spezia Matamoro propone alcuni cicli di lavori realizzati con tecniche diverse, ma accomunati da un percorso comune: l’utilizzo di materiali d’uso quotidiano. Sacchetti di plastica colorati, detersivi o saponi, oggetti prosaici trasformati dall’azione creativa in poesia pura.
Una poesia al confine tra sogno e ironia, come nei ritratti di conigli che si materializzano in pseudo origami di borse della spesa e prendono vita nel video, saltellando nei prati come improbabili compagni di giochi, conigli di Alice in versione postmodern.
Nel suo particolare wonderland, Matamoro inserisce anche immagini puramente cromatiche, forme vagamente vegetali create da grandi macchie di colore che si espandono nello spazio, allegramente violente come tanti blob.
Infine, il gruppo di lavori delle macchie di schiuma: fotografie di sagome bianche su fondi colorati che compongono figurette spiritose, impegnate in gesti quotidiani.
Piccole immagini antropomorfe che, composte in grandi allestimenti compositi, diventano grandi ritratti corali di un’umanità affaccendata e provvisoria. Miraggi vivaci, quelli di Matamoro: connotati tutti, oltre che dai cromatismi accesi, dal gioco d’equilibrio. Come un acrobata sul filo, l’artista si muove lieve sul limes ineffabile tra realtà e percezione.
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Il sito di Din Matamoro
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