Quest’anno si celebra il centenario della morte di un grande filosofo tedesco: Friederich Nietzche.
In suo onore numerose manifestazioni prenderanno vita durante questi mesi, molte quindi saranno le occasioni per conoscere un po’ più da vicino il personaggio e le sue opere. Il Goethe Institut Genua in particolare, dedica una serie d’incontri su questo tema considerando anche il legame che univa Nietzche a Genova, alla Liguria e l’Italia tutta. Prendendo spunto dai soggiorni italiani del filosofo nasce e si compone la mostra “Nietzche in Italia” di Maria Theresia Litschauer. “Un cross-over d’Arte e Filosofia” così come l’autrice stessa ama definirla. L’esposizione si sviluppa sotto forma di percorso in due sale della galleria Leonardi V-Idea ed è composta da una serie di 30 oggetti in alluminio e plexiglass. Ogni cassetta metallica, attacata al muro all’altezza del viso dello spettatore, ha le dimensioni 30x22x15 cm e contiene al suo interno 3 tavole trasparenti alla distanza di 5 cm ciascuna, sopra alle quali sono saldate una fotocopia del testo, una dell’immagine fotografica e una della scrittura autografa di Nietzche.
La prima immagine quindi è una riproduzione di brani in
lingua originale tratti dai testi di Nietzche e associati al periodo in cui il filosofo li scrisse e all’ambiente dove soggiornò, al quale fanno riferimento le riproduzioni delle fotografie scattate(dalla stessa Litschauer)sulle
seconde tavole. Sulla terza pellicola invece è apposta sia la riproduzione della firma autografa di Nietzche sia il nome, scritto a mano dallo stesso autore, delle località italiane riportate. Il modo in cui le tre forme di scrittura (stampa dei testi, fotografia dei luoghi, firma autografa) sono montate allontana la ricerca della comprensione del significato come scopo della lettura. Al centro dell’attenzione l’illusione di trasparenti fusioni tra le architetture della scrittura, in primo piano, le immagini dei paesaggi e l’affiorare della firma dal fondo. Il variabile punto di vista e focus dell’osservatore modifica constantemente il suo rapporto con il testo, l’immagine, la scrittura. Questo approccio decostruttivo non mira al sifgnificato ma si abbandona alla sensualità grafica della scrittura, il cui gioco di mutamento integrazione, cancellazione si sviluppa nel triplice ordine. Maria Theresia Litschauer ha già presentato la sua opera in diversi paesi europei e negli Stati Uniti. Nel 1999 ha realizzato la mostra “NY Trespassing” a Vienna, presso il MAK-Osterreichisches Museum fur Angewandte Kunst e nel 2000 ha inaugurato “urban grid-personal city” al CRAC in Alsazia.
Angelisa Leonesio
Uno scheletro quasi completo, dimensioni monumentali e un pronostico senza precedenti: Sotheby’s annuncia “Gus” e riaccende la dino-mania
Al Paleis Het Loo, nei Paesi Bassi, Caitlin Berrigan affronta la memoria coloniale olandese attraverso un’installazione sensoriale, tra oceani, schiavitĂą…
Dopo l'esclusione di Gabrielle Goliath che ha lasciato vuoto il Padiglione sudafricano, una dura lettera aperta accende i riflettori sul…
Moli lagunari, lenzuola dismesse dagli alberghi e fotografie illuminate a moneta: alla Fondazione Nicoletta Fiorucci di Venezia, Lydia Ourahmane presenta…
Dal 10 al 12 luglio 2026, il Gazometro di Roma ospita VideocittĂ Watercult: installazioni immersive, videoarte, realtĂ virtuale e live…
In Sicilia, il Museo Civico di Castelbuono, situato nello storico Castello dei Ventimiglia, presenta un nuovo progetto di accessibilitĂ , tra…