Categorie: genova

fino al 30.VI.2008 | Olivo Barbieri | Genova, Guidi & Schoen

di - 17 Giugno 2008
Nel 2004 Olivo Barbieri (Carpi, Modena, 1954) è invitato dalla regina Rania, affascinata dal suo lavoro durante una mostra londinese, a realizzare una serie sulla Giordania. Obiettivo: arredare la nuova residenza reale. Realizzata la serie, però, alcuni disguidi impediscono il progetto e Barbieri si trova con scatti straordinari e poche risposte.
Dopo quattro anni, l’inedita Giordania di Barbieri finisce a Genova, ed è un successo. A differenza del noto lavoro su Roma o di quelli più recenti, come Las Vegas, il cui video è stato premiato al Sundance Festival di Robert Redford, Shanghai, entrato a far parte della collezione UniCredit, o le cascate realizzate per conto di una manifattura ceramica, il viaggio in Giordania rappresenta l’immersione in un paesaggio pietrificato, desertico, ancestrale, dal biancore solare. Un Medio Oriente in cui le rovine di un antico passato e le moderne costruzioni della metropoli non hanno soluzione di continuità.
Viste con lo sguardo di Dio, anche queste terre sono come plastici colmi di modellini a uso e consumo di un gigante bambino che si diverte a collezionare vedute aeree di un mondo in miniatura, reso innocuo da un approccio anaffettivo, ludico e asettico, dove l’umanità è trasformata in comparsa, la natura in teatro e l’architettura in gioco. In Giordania, questo sguardo ultraoggettivo, capace di andare oltre l’oggettività del mondo per denunciarne la meravigliosa vacuità e fragilità, incontra le resistenze di una natura fatta di montagne ferrose piantate nel deserto di sabbia che Barbieri innalza, con la complicità del sole, in un tripudio di onde grigie immerse in nubi rosa e arancio.

Difficile far di meglio con la fotografia, ma anche con la pittura. Le vedute di Amman hanno contorni sfumati, come un sogno di Canaletto in via di definizione. La scena si apre fra le nebbie, in cui la stessa materia della città è strasfigurata, come se si trattasse di una quinta dipinta o di un trompe-l’oeil. Barbieri fotografa immagini, non cose. Quando giunge a Petra, la città antica che avrebbero voluto smontare e ricostruire altrove, le fotografie si fanno ancora più serrate, fino a cogliere una coppia di turisti che si trastulla sulla colonna caduta di un tempio antico e dentro un anfiteatro romano: sono comparse colte ironicamente nella sterminata solitudine assolata della storia ridotta a rovina, a oggetto inconsistente, a giocattolo rotto.

L’immagine che apre la mostra pare scattata in bianco e nero, se non fosse per le poche, verdissime chiome degli alberi tra le macerie. In realtà, milioni di pietre giacciono ai piedi di un villaggio di cui resta solo il disegno, come in uno scavo archeologico. Il senso d’abbandono contrasta con il pullulare caotico e quasi assordante delle pietre al sole. La fotografia si sporge su un abisso aperto dallo sguardo di Dio sulle cose del mondo. Lui le vede piccole così, come le fotografa Barbieri.

articoli correlati
Barbieri al Museo di Capodimonte

nicola davide angerame
mostra visitata il 5 giugno 2008


dal 9 maggio al 30 giugno 2008
Olivo Barbieri – Site specific_Jordan 04
a cura di Gianluca Marziani
Guidi & Schoen
Vico della Casana, 31/r (centro storico) – 16123 Genova
Orario: da lunedì pomeriggio a sabato ore 9.30-12.30 e 16-19.30
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0102530557; fax +39 0102474307; info@guidieschoen.com; www.guidieschoen.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Non solo de Chirico. A Milano la grande mostra diffusa sulla Metafisica e la sua ereditĂ  nel presente

Parte da Palazzo Reale la grande mostra Metafisica/Metafisiche diffusa su quattro sedi istituzionali di Milano. E indaga a fondo una…

9 Febbraio 2026 18:52
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 9 al 15 febbraio

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂą interessanti della settimana, dal 9 al 15 febbraio, in scena nei teatri…

9 Febbraio 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Francesco Gennari, l’arte è tutto ciò che rimane dell’assenza

Al Laboratorio degli Angeli di Bologna, un progetto espositivo presenta una serie di opere che ci fanno entrare nelle profonditĂ …

9 Febbraio 2026 16:39
  • Mostre

Pennacchio Argentato, come le immagini diventano dispositivi di conflitto

Le opere del duo Pennacchio Argentato mettono in tensione il rapporto tra messaggio e medium: la mostra diffusa negli spazi…

9 Febbraio 2026 15:30
  • Mostre

Nelle opere di Chiara Ventura l’amore è un gesto politico: la mostra a Prato

Negli spazi di Villa Rospigliosi di Prato, la nuova mostra di Chiara Ventura indaga relazioni, limiti e responsabilitĂ  affettive, attraverso…

9 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Le regole di Sophie Taeuber-Arp per ripensare l’astrazione: la mostra a Parigi

Curve, cerchi e linee ondulate, al centro della mostra che la sede parigina di Hauser & Wirth dedica Sophie Taeuber-Arp:…

9 Febbraio 2026 11:30