In un bellissimo palazzo antico del centro storico, lo Studio B2 ospita fino a fine mese la personale di Pierabruna Bertani, “Lo sguardo oltre – ritratti di cose e persone”.
L’artista, di origine lombarda, dopo gli studi a Brera vive e lavora a Genova da molti anni. Un’imprevista, affascinante esperienza come attrice teatrale (ancora studentessa è stata notata da un noto regista all’uscita dall’Accademia, in un incontro che definisce molto ‘soap’) accende la sua attenzione per la gestualità e l’espressione.
Così, il suo precoce e già consolidato interesse per la ricerca artistica scopre la forza del gesto, che svilupperà in una personalissima modalità espressiva che potremmo considerare vicina all’action painting e confluirà nella realizzazione di energici paesaggi astratti.
Pierabruna Bertani dipinge con un’azione gestuale impetuosa, intensamente emotiva, imprigionando sulla carta istanti e sensazioni. La scelta della tecnica favorisce questo felice esito espressivo, riducendo al minimo le mediazioni: i lavori migliori sono infatti quelli ad inchiostro di china, mezzo inevitabilmente rapido e dall’affascinante imprevedibilità che l’artista definisce “veloce da porre e da asciugare, brillante, duttile, eterno e con gli effetti casuali da scegliere dopo.“
Allo Studio B2, sono esposte soprattutto opere del periodo tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, quando Pierabruna Bertani collabora come visual designer con una grande industria siderurgica genovese: i forti grovigli di linee e le pennellate accese di colore, sempre in luminosi toni dominanti, nascondono spesso sagome di merci e macchinari.
Non a caso, Pierabruna Bertani descrive così il suo lavoro: “vedere la realtà, sgretolarla e riproporla filtrata dalle sensazioni è ciò che faccio normalmente quando lavoro”, e aggiunge: “intendiamoci: io faccio questo perché sento questo, non perché ho firmato un manifesto con le mie dichiarazioni d’intenti!”.
E la realtà trasfigurata e fatta propria è sempre il punto di partenza dell’artista, anche nei garbati ritratti esposti nella sezione della mostra ospitata da Felis Antichità dei quali Germano Beringheli scrive: “si tratta insomma di andare oltre l’apparenza: il messaggio della presenza e della potenza di colui che è da ritrarre si manifesta spesso come enigmatico ‘doppio’ di sé in cui l’artista scava, assieme a quello altrui, il proprio intimo”.
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