Categorie: genova

Fino al 7.IV.2013 | Miró, Poesia e luce | Genova, Palazzo Ducale

di - 15 Gennaio 2013
I toni troppo entusiastici spesso nascondono qualche delusione. Sarà per l’aspettativa che si va a creare, sarà perché effettivamente c’è qualcosa che non va o che funziona solo in parte. Primo punto certo: l’evento, Joan Miró (Barcellona 1893; Palma di Maiorca 1983) a Palazzo Ducale con una rassegna a lui dedicata, “esaustiva” secondo quanto si legge nelle prime righe del comunicato, ma che definire tale può far storcere il naso, data la totale mancanza, tanto per dire, delle opere realizzate tra anni Dieci e Quaranta. Secondo punto: la reale intenzione della curatrice è di privilegiare la produzione di Miró successiva al 1956, anno del trasferimento a Maiorca, con sconfinamenti a volte condivisibili (l’olio del 1908), altre volte meno (i lavori d’Arte Pubblica, tra fine anni Quaranta e inizi Cinquanta). Quindi si è deciso di focalizzare un periodo specifico nella produzione dell’artista, e di per sé ciò non è un problema; ma quell’aggettivo “esaustiva”, per com’è messo in prima riga, lascia sottendere un’onnicomprensività assente e che malignamente suona come specchietto per le allodole, il classico “cattura pubblico” (ma poi perché? Se non s’invoca l’esaustività la mostra non interessa a nessuno?).

E dire che l’inizio promette bene, con un video mirato a far conoscere Miró come artista e persona; è senza dubbio lungo (cinquantacinque minuti) ma merita attenzione, soprattutto per due motivi: il primo è che molte delle opere trattate latitano in mostra, il secondo è che durante il percorso c’è penuria di delucidazioni storico-artistiche. Detto questo, d’accordo che “santa audioguida” sopperisce ogni tipo di testo scritto – ed è pure “optional” obbligatorio che si paga nel biglietto – ma è altrettanto vero che senza di essa il passaggio da una sala all’altra può farsi oltremodo criptico. Perché non si è fatto uno sforzo in più su testi e didascalie invece d’imporre l’audioguida?
Tuttavia ogni considerazione su allestimento, specchietti per allodole e scelte varie esula dalla validità delle opere effettivamente presenti, oli e acrilici che raccontano di una poliedricità espressiva in cui s’inseriscono influenze statunitensi (qualche raffronto diretto, magari col citato Kline, non avrebbe guastato) e medium tra i quali carboncino, gesso, acquaforte e acquatinta, pastelli a cera, guazzo, passando per la ritrovata multimatericità di Personaggio, uccelli del ’76 e i dipinti su compensato e masonite; spazio anche alla ridotta ricostruzione dello studio di Palma (bello vedere nella grande fotografia posta a sfondo alcuni dipinti in mostra contestualizzati nel luogo d’origine), seguita dall’immancabile “immagine di copertina”, il Senza Titolo del ’78 riprodotto su manifesti e locandine, dalla video-intervista tardo anni settanta (in questo caso breve, poco meno di dieci minuti) che riporta un Miró creativo quanto autoironico, e da cinque bronzi ben disposti nella Cappella dogale. Cosa manca? Un po’ di onestà su tutti i fronti, che certe montature ci si mette davvero poco a disfarle, il tempo di mostrare il biglietto e iniziare il giro. Sarà mica chiedere troppo?

Andrea Rossetti
mostra visitata il 9 ottobre 2012

dal 5 ottobre 2012 al 7 aprile 2013
Miró – Poesia e luce
a cura di Maria Luisa Lax Cacho
Palazzo Ducale
Piazza Matteotti 9 – (16123) Genova
Orario: lunedì 14-19; da martedì a domenica 9-19
Ingresso: intero € 13, ridotto € 10
Info: 010 9868057, palazzoducale@palazzoducale.genova.it, www.palazzoducale.genova.it

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