Dopo uno scrupoloso restauro per una spesa complessiva di 7 miliardi e 770 milioni quasi interamente arrivati dai fondi per le celebrazioni Colombiane, oltre che dal Ministero dei Beni Culturali, della Diocesi di Genova e dal Comune proprietario dell’immobile, il Chiostro dei canonici di San Lorenzo, ospiterà questo museo con l’intento di dare memoria storica alla Chiesa genovese e completando la straordinaria operazione di recupero della zona di san Lorenzo,con la creazione di un polo monumentale e museale, (Cattedrale di San Lorenzo, museo del Tesoro, museo Diocesano, palazzo Ducale, chiesa del Gesù). Un edificio prestigioso,edificato tra il 1176 e il 1184, inglobando un più antico palatium vescovile.Un luogo complesso, magico e silenzioso alla spalle del centro storico in cui regna il silenzio proprio come nella sua funzione originaria. Uno “spazio” di pregiata qualità architettonica che ruota intorno al “vuoto”, all’interno – esterno, del Chiostro romanico, con sale affrescate, colonnati mozzafiato, orditure lignee di copertura inconsuete, decorazioni parietali che i visitatori avevano potuto ammirare solo in occasione di due mostre temporanee.
Un museo complesso e originale, la cui direzione scientifica è affidata all’architetto Giulio Somariva, in cui il visitatore, cullato dall’atmosfera senza tempo del Chiostro, può snodarsi in un percorso che racchiude una varietà infinita di materiale espositivo; dai ritrovamenti archeologici, alle tele più tarde, passando per preziosissimi argenti, reliquari, tavole e tele dai raffinati ricami. Spiccano le opere di Barnaba da Modena (splendide tavole a fondo oro), Pier Francesco Sacchi, Luca Cambiaso, Perin del Vaga, Domenico Piola e Gregorio de Ferrari (due grandi pale), tutti esponenti di spicco della pittura genovese del passato. L’ elemento piu’ antico del museo è la cosiddetta ‘Lapide di Santolo’, un’ incisione funeraria risalente al IV secolo.
Giacomo Airaldi
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