Grazie allo sforzo comune del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Liguria ed in particolare alla cura del soprintendente Germano Mulazzani, della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola diretta da Farida Simonetti e grazie alla paziente opera di sensibilizzazione portata avanti dall’Associazione Amici dell’Arte e dei Musei Liguri e dal suo presidente Alberto Anzi, Genova ha potuto aggiudicarsi un’opera eccezionale.
Il ritrovamento del Ritratto di Stefano Raggio di Joos Van Cleve, opera connessa alla città da un importante legame storico che ne esalta il già notevolissimo valore artistico, è un’avventura curiosa.
Infatti il quadro, un olio su tavola di piccole dimensioni, è stato scoperto due anni orsono da Clario di Fabio e Piero Boccardo presso un antiquario a Parigi, e da quel momento ha rappresentato il fulcro di una fertile cooperazione tra enti ed istituzioni che ha portato, dopo una prima esposizione nel capoluogo ligure in occasione della mostra ‘El Siglo de los Genoveses’ a Palazzo Ducale, alla definitiva acquisizione del ritratto ed alla sua assegnazione alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola.
Van Cleve, nato ad Anversa nel 1485 e morto a metà del sedicesimo secolo, ha avuto una vita intensa e movimentata della quale, oltre all’intensa produzione artistica, restano pochi dati certi. I committenti raffigurati nelle opere attualmente a Genova, fanno comunque ritenere probabile la sua presenza in città intorno agli anni venti del Cinquecento: in particolare, Stefano Raggio fu un’importante figura dell’economia e della politica locale, ed è stato ritratto dal pittore in due occasioni.
Oltre ad essere il soggetto dell’opera di recentissima acquisizione, infatti, Raggio compare in un’altra opera di Van Cleve presente a Genova: si tratta dell’Adorazione dei Magi esposta dal 1996 nella Chiesa di San Donato ed in precedenza ospitata per alcuni anni dalla Galleria di Palazzo Spinola. Come risulta dai suoi testamenti, l’opera fu commissionata dal mercante genovese per la cappella di famiglia.
Oltre alla Vergine con il Bimbo addormentato a Palazzo Bianco in Via Garibaldi, tra le altre opere del pittore che possono essere ammirate nel capoluogo ligure ricordiamo la Madonna orante conservata anch’essa nella ricca quadreria di Palazzo Spinola di Pellicceria, che ospita anche altri capolavori straordinari quali l’Ecce Homo di Antonello da Messina, oltre ai sontuosi arredi e alle ricche collezioni di argenti, porcellane e tessuti antichi, e rappresenta all’interno della città un bell’esempio di museo vivo e capace di promuovere iniziative che stimolano con il pubblico un feedback ricco di stimoli culturali.
Valentina Caserta
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