Per tutto il 2004 Genova sarà il volto internazionale di una Italia che mette in cantiere due grandi città (Genova Capitale Europea della Cultura nel 2004 e Torino per le Olimpiadi del 2006) industriali per ristrutturarne gli assetti produttivi, economici e culturali. Lo conferma il primo cittadino genovese, Giuseppe Pericu alla presentazione del programma di Genova 2004. La città ligure si aspetta di completare quanto iniziato con le Colombiadi ed è proseguito con il G8: una transizione verso una realtà postindustriale, con un incremento delle istituzioni culturali, del turismo, delle
La città di Colombo tenta di innescare una “industria della cultura”, come conferma il Supervisore artistico e culturale Germano Celant, seguendo idealmente il modello di New York, Bilbao o Barcellona. Il critico genovese, curatore del Guggenheim Museum di New York, sta già organizzando alcune delle mostre che proietteranno Genova dentro la cultura del Novecento al fine di programmare la nascita di nuove possibili collezioni e di costituire un osservatorio per l’arte contemporanea. Il tema guida sarà il viaggio. Inteso in senso effettivo o metaforico, esso rappresenta la “genovesità”, a cui sarà tributato un museo.
Finanziata dal Ministero dei Beni Culturali, dalle grandi Fondazioni bancarie e dall’Unione Europea, l’ex Repubblica Marinara ha dato avviato un piano ambizioso
188 eventi copriranno tutta la gamma delle espressioni della cultura di una città ricca di storia, senza dimenticare la scienza, la solidarietà, il mondo dell’infanzia, l’industria, l’emigrazione, il lavoro e lo sport. Alcuni primati probabilmente verranno riconosciuti a mostre come quelle su Rubens, sui transatlantici, e sul rapporto tra le arti del Novecento; al Festival della scienza; al Museo del mare e della navigazione (il più grande d’Europa); ai due poli museali di via Garibaldi e del Parco di Nervi; al Centro mediterraneo per l’infanzia, ma anche a festival musicali e teatrali, di poesia e di cinema. Gli archivi della Fondazione Ansaldo offriranno il panorama di una realtà che sta scomparendo, fatta di esistenze, culture e ideali legati al lavoro operaio nelle industrie pesanti.
Fino al 2019 nessuna città italiana sarà più capitale europea della cultura. Anche per questo Genova 2004 rappresenta un’ultima grande occasione. Una sfida importante per avviare una grande città verso una inedita economia della cultura.
link correlati
www.genova-2004.it
nicola angerame
[exibart]
Fino al 2 agosto 2026, Milano accoglie un progetto espositivo assai particolare: opere della tarda produzione di Fortunato Depero esposte…
A Milano, Fabio Marullo in mostra da ArtNoble Gallery. Dipinti, installazioni e persino un canarino esplorano il rapporto tra uomo…
Chiavi, lucchetti, serrature, forzieri e scrigni attraverso i secoli, dal Medioevo all’Ottocento. Da Cambi Casa d’Aste, la Collezione Leopoldo Conforti…
Prada torna (ancora) all’arte contemporanea per costruire il proprio immaginario visivo: per la campagna Primavera/Estate 2026, Miuccia Prada e Raf…
Tra la lezione del restauro e la pratica dell'ikebana, per Franco Farina il riuso non è una provocazione ma un…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…