Categorie: Il fatto

Apocalittici o integrati?

di - 25 Luglio 2016
“Il palcoscenico è sostenibile, progettato per offrire tutte le garanzie di tutela e di fruizione dei monumenti dell’area archeologica che rimarrà aperta ai visitatori nei giorni del concerto, del montaggio e dello smontaggio del palco e della platea”. Questo il messaggio del MIBACT, che ha dato il benestare per “Music for mercy”, concerto benefico che avrà come star di punta Andrea Bocelli, e che si svolgerà martedì.
Un evento che ha avuto anche il benestare della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale, ma che sta facendo rivoltare l’Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma, non solo per quella che si accusa un’operazione che non rispetterà l’area e che, forse, potrebbe danneggiare qualche parte, ma anche perché appunto martedì il Foro Romano e Palatino chiuderà alle 17, mentre in estate si entra fino alle 18:15 con uscita alle 19:15.
Il MIBACT, insomma, non avrebbe detto il vero rassicurando tutto e tutti sull’evento, e su un luogo che si accusa come “troppo significativo” per ospitare un concerto, seppur non sarà certamente una serata tra stroboscopiche e chitarre elettriche.
Roma è piena di luoghi ricchi di fascino e di storia ma più idonei e soprattutto meno fragili del Foro Romano. Era tanto difficile sceglierne uno? Perché non si è scelto di usare, modificandole ove necessario, le strutture già montate del Festival delle Letterature a Massenzio, comunque affascinanti e all’interno del Foro? Sono alcune delle domande che solleva l’AGTAR.
“Chiudere il Foro qualche ora prima e rendere inagibile una larga parte del Foro per alcuni giorni sono un pessimo esempio del concetto di monumenti che è ormai proprio di questo Ministero dei Beni Culturali e di questa Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma”, scrive l’associazione, che rimarca di quando Franceschini e Renzi, all’indomani delle chiusure per le assemblee sindacali della Reggia di Caserta e dell’Area Archeologica dichiararono i beni culturali “servizio pubblico essenziale”.
Talmente essenziale che forse sarebbe il caso di smetterla con gli allarmismi e lasciare che la vita entri dentro gli stessi monumenti, e che magari il denaro raccolto in queste occasioni con l’affitto del suolo e non solo, possa finire per gli interventi conservativi. Insomma, potremmo anche evitare Bocelli, ma allontanare qualsiasi forma di vita che non sia la contemplazione turistica è forse quasi più snobista che non accogliere all’interno della meravigliosa Roma antica un po’ di movimento. Con rispetto, certo. E senza la paura di demoni dall’altra. (MB)

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  • che vergogna!!!!!
    usare il foro per fini commerciali e fare "cassa".
    chi promuove queste iniziative dovrebbe essere cacciato!!!!
    è il minimo che si possa fare !!!

  • Non è questione di non fare eventi a pagamento (e questo concerto per i rifugiati andava anche fatto gratis), nè di non far entrare vita e musica e arti nei monumenti e nelle aree archeologiche. La questione è più semplicemente di fare tutto ciò rispettando i luoghi (e non solo curando, speriamo sia vero, che non siano danneggiati). C'era bisogno di rendere la piazza del Foro per giorni un cantiere? c'era bisogno di piazzarci in mezzo un gigantesco palco con torri di luci svettanti (togliendo al contesto scelto per il concerto gran parte del suo fascino, per gli spettatori del concerto e per i turisti)? c'era bisogno di farlo proprio lì? c'era bisogno di farlo proprio così visivamente ingombrante e brutto?

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