Categorie: Il fatto

Bersagli mobili, e psicologici

di - 21 Dicembre 2015
Se la si prende sotto il piano più “scenografico” sembra di essere ripiombati (o atterrati, verrebbe da dire) in uno di quei B movie che negli anni ’70 sbancavano il botteghino, e che avevano protagonisti sciagure aeree varie ed eventuali. Era l’epoca della Guerra Fredda, mentre oggi è l’epoca dell’Isis e del terrore affine, che colpisce ancora una volta la Francia.
Stavolta con la sua compagnia di bandiera, ieri messa in subbuglio dall’allarme bomba sul volo diretto a Mauritius da Parigi: un aereo pieno di turisti, sul quale un passeggero ha trovato quello che si sarebbe poi scoperto essere un timer da cucina “innescato” a una scatola di cartone.
Nessuna traccia di esplosivo a bordo, ma il panico è servito, così come l’atterraggio di emergenza.
Sei passeggeri, su quasi 450 persone a bordo, sono stati interrogati e due sono sospettati quanto meno per procurato allarme.
Il perché non è ancora stato chiarito, ma sono stati tre gli aerei di Air France deviati dal 13 novembre, costretti a scendere prima del previsto o fatti rientrare per allarmi simili.
E che dire, poi, di Torino? L’allarme bomba, dato da una cabina telefonica, è arrivato al 113 e in “ostaggio” pareva esserci il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana. Tutti evacuati, così come dal Centro Commerciale Le Gru, anch’esso nel mirino di qualche mitomane che ha predisposto uno scherzo di pessimo gusto e che ha alimentato l’ansia in una frenetica domenica prenatalizia. A cosa serva tutto questo, e se di “strategia” si tratti, è difficile da analizzare. Perché non si tratta di essere fuori luogo, ma perfettamente dentro il meccanismo. Nell’intenzione di graffiare i nervi sempre più a fior di pelle dell’Europa e per depistare un’azione futura più seria e serrata? Possibile? (MB)

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