Una cosa è certa. Quando si muovono una serie di potenze di fuoco il risultato è assicurato. Che poi piaccia o meno è un altro paio di maniche. Quello che è successo nelle ultime ore con Damien Hirst a Palazzo Grassi e Punta della Dogana, ovvero lâattesissimo progetto prodotto da Fondazione Pinault e iniziato dieci anni fa con lâartista inglese, ha fatto âsold outâ di stampa italiana ed estera.
âTreasures from the Wreck of the Unbelievableâ, ovvero il âRelitto incredibile pieno di tesoriâ ha circumnavigato il mondo anche sui social network, complice unâattesa talmente spasmodica da aver tolto il fiato ad intere redazioni che, ahĂŹloro, non hanno avuto nulla di âpubblicabileâ prima di ieri mattina. Hirst ha giocato a fare il bad boy unâaltra volta e, alla sua maniera, ha voluto fare una sorpresa: non essere lui. Non essere riconoscibile, darsi una nuova forma, come un coccio di vetro, appunto, lavorato da anni di mare.
Genio o banalitĂ ? Dalle farfalle alle mucche, dallâaria alla Terra, e oggi in fondo agli abissi, tra coralli e appendici fiorate, tra fiere che violentano donne, e donne incatenate alla roccia; nuove Sante contemporanee che raccontano del nostro Medioevo, di dragoni e fulmini che prendono il posto delle Pharmacyâs e di un dispendio di energie, economiche in primis e in un âgigantismoâ delle forme, che farebbe impallidire Zeus. Che ne pensiamo? Ve lo racconteremo prestissimo. Ora siamo qui perchĂŠ lâevento è compiuto, e Sir Hirst â almeno in questo â ha colpito di nuovo nel segno. Il âboomâ del titolo? Unâesplosione o unâimplosione? Diteci la vostra. (MB)
Tutte le foto di Manuela De Leonardis
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Veramente la traduzione di "Treasures from the Wreck of the Unbelievable" sarebbe "Tesori dal Naufragio dell'Incredibile", non "Relitto incredibile pieno di tesori".