Categorie: Il fatto

Expo a gratis

di - 7 Febbraio 2015
Nel 1997 Frankie Hi Nrg cantava la sua canzone più famosa, Quelli che ben pensano. Era uno spaccato crudo e rappato della nostra società, tra uomini di sinistra in odore di razzismo e perbenisti dalla doppia vita. L’allora giovane cantante torinese era arrivato al grande pubblico, con una faccia un po’ arrabbiata e il disincanto tipico dei figli del 2000. Perché stiamo parlando di lui? Perché il “cattivo” in questi anni si è trasformato un po’ in buono e in queste ore ha fatto dietro front su una scelta che – lui dichiara in buona fede – vista da questa parte sembra stata decisamente ingenua.
Francesco Di Gesù, questo il nome all’anagrafe di Frankie, si era messo infatti in prima linea come “Ambasciatore” di Expo, convinto che tra una multinazionale e un’altra vi fosse spazio anche per “quelli” che cercano dialoghi di sinistra, anche radicale.
«La direzione che ha preso Expo è diversa da quella che avrei sperato, con reali tavoli di dibattito e non solo stand ultracostosi. Il fatto che migliaia di ragazzi vengano fatti lavorare gratuitamente, ricevendo in cambio il privilegio di aver fatto un’esperienza, a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera è una cosa indegna per un Paese che parla di impulso alla crescita».
Caro Frankie, ma dove sei stato finora? L’Expo, probabilmente, sarà di certo un’occasione per il Paese di mettersi in mostra e dimostrare che ancora l’Italia riesce a tenere testa ad eventi e, soprattutto, a fare economia. Che non è domestica in questo caso, come sappiamo tutti, ma quella globale delle holding, dei brand, di chi ha un capitale spropositato da versare e, ci spiace per voi, ma l’equo e il solidale resisteranno solo nel titolo. Per Milano insomma non una semplice carta da giocare, specialmente perché – almeno nel capoluogo lombardo – si attende una stagione espositiva e di manifestazioni in città (se proprio vogliamo lasciare da parte i padiglioni nazionali) come non si vedevano da anni, e non è poco.
La manodopera gratuita dei giovani e giovanissimi in cambio del “fare esperienza”? È l’Italia, e meglio di tutti lo sanno i giovani. Chissà se Frankie ha visto quella divertente serie di video targati #CoglioneNo che l’anno scorso hanno spopolato in rete e di cui abbiamo parlato anche noi: con le esperienze forse si fa strada, anche se sono a titolo gratuito. L’importante è saper dire basta al momento giusto, e questo dovrebbe insegnarcelo la cultura e il buon senso, ma non andiamo fuori campo.
Un po’ come il campo (quello vero e proprio, da coltivare) che il rapper cercava a Milano nel prossimo futuro; riporta il Corriere della Sera: «Sapevo che ci sarebbero state le multinazionali, ma che ci sarebbe stato spazio anche per la via campesinha [Il movimento internazionale nato nel 1993, che riunisce milioni di contadini con aziende di piccole e medie dimensioni n.d.r.] e ho pensato che in un luogo di così alta densità di attenzione sul tema del cibo, con tutte le orecchie del mondo a disposizione, sarebbe stato utile rendere eloquente anche quella presenza. Ma non sono Vandana Shiva e forse delle porcherie di Expo in Italia ora ne so più io di lei». Modesto.
L’Expo, lo sappiamo bene, è un gioco ben congegnato: c’è chi vuole prendere parte alla partita, e chi vuole starne fuori. Nulla in contrario in entrambi i casi: l’unica cosa che vi si chiede è un po’ di consapevolezza: l’etica, volenti o no, sta da tempo da un’altra parte: non andatela a cercare nella distribuzione del cibo del pianeta o nelle coltivazioni da grande evento. Ne resterete profondamente delusi.

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