Categorie: Il fatto

Pane e chat

di - 18 Dicembre 2015
Il motivo per cui un giudice dell’entroterra di San Paolo ha emesso l’ordinanza di uno stop forzato di WhatsApp, in Brasile per due giorni, non è stato reso pubblico. Si sa che a suo parere i responsabili della celeberrima app, nel luglio scorso non avrebbero rispettato l’ordine di un collega magistrato, emesso nell’ambito di un procedimento penale misterioso. Non male non sapere cosa bolle in pentola tra la legge brasiliana e il social di proprietà facebook.
Fatto sta che l’episodio, proprio nel Paese del Sudamerica, non solo ha scatenato il panico per 100 milioni di iscritti al servizio, ma ha anche messo in atto una “bagarre” giuridica per cui un altro magistrato ha disposto immediatamente una rettifica della richiesta del collega, liberando dopo due ore di buio totale il servio.
E restituendo ai cittadini la loro libertà, come ha riportato Mark Zuckerberg, founder del più celebre social network, che si è detto «Sotto choc in un giorno triste per il Brasile, Paese fino ad ora alleato nella creazione di una rete internet aperta».
Ma quali libertà, invece, sono state violate? Che cosa c’è dietro questa decisione impopolare? Ancora una volta il profilo del mondo si delinea in una strana forma: quella del virtuale come “contenitore” massimo della storia, di dati importanti, di possibilità politiche.
Strana arma il social media: «Sono sbalordito che i nostri sforzi per proteggere i dati della gente si traducano in una decisione così estrema di un giudice, che punisce ogni persona che in Brasile usa WhatsApp», ha aggiunto il finto-buono-ingenuo-eterno-giovane Zuckerberg. Ma quel che ancora salta fuori è che l’azienda avrebbe ignorato anche una seconda notifica, anch’essa rimasta ignota. Ma un coro di cento milioni si è levato, quasi urlando: “Problemi loro, lasciateci WhatsAppare”. Panem et chat, what else? (MB)

Articoli recenti

  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51