Categorie: Il fatto

Podemos voltar pagina?

di - 2 Febbraio 2015
Parole d’ordine: rinegoziare il debito spagnolo e la disciplina di bilancio vigente tra i Paesi che aderiscono all’eurozona. Podemos, il nome del partito nato meno di un anno fa e tenuto ben saldo dal docente universitario e presentatore Pablo Iglesias, 36 anni, è il nuovo vento della Spagna in crisi, che si avvicina alle elezioni del prossimo novembre. E, come abbiamo sempre più spesso visto di questi tempi su parecchi fronti, è diventato un movimento più che popolare, che ha portato in piazza qualcosa come 100mila persone questo week end a Madrid.
Verrebbe da dire: “Vecchie idee per il futuro”, e forse non è nemmeno troppo sbagliato, ma quel che pare arrivare dalla Spagna sono pensieri forti di cambiamento, che tengono conto dell’Europa e non hanno nessun sentimento nazionalista o xenofobo, ma solamente voglia di ripartire, senza bisogno a tutti i costi di uscire dall’euro, ma vagliando un controllo “democratico” della moneta unica. Un movimento-partito Podemos che conta anche sulle menti di giovani economisti, intellettuali, pronti a scendere in campo e non per gridare “A casa! A casa!” come a turno da noi hanno fatto prima la Lega e poi i Grillini.
L’onda di Puerta del Sol, trainata anche dalla nomina di Tsipras al vertice del governo greco, sembra un nuovo ’68, ma in versione gentile. E determinata. «Sogniamo un Paese migliore, ma non abbiamo riempito questa piazza per continuare a sognare. Siamo qui per rendere questo sogno realtà nel 2015. Ai sogni bisogna dare impulso e quest’anno lotteremo perché il cambiamento politico arrivi», ha gridato alla piazza Iglesias. Una piazza stanca di una disoccupazione al 24 per cento e di un’austerità che oltre ad essere pressoché inutile, nella sua forma simbolica “punitiva”, non ha fatto altro che aumentare di giorno in giorno, e di anno in anno, il malcontento della popolazione.
Che altro? Qui sembra esserci il dialogo, quello che le nostre forze “eversive” non hanno mai promosso, per colpa di un leader che ha sempre rifiutato il confronto e ha operato come una sorta di Duce, con adunate in piazza e monologhi. Il risultato? La stessa “gente” – anarchicamente – gli si è rivoltata contro.
Qui, invece, si guarda a Gramsci, a Hugo Chavez, a Evo Morales, a quello che è stato ribattezzato il “comunismo del XXI secolo”. Un nome che forse è sbagliato in partenza, visto che questa nuova onda, non troppo anomala se si guarda tenendo conto della prospettiva storica recente, dovrà fare i conti con gli errori che alternativamente sono stati promulgati a destra e a sinistra. Quello che ci si auspica è che il riflusso non azzeri anche questa particolare nuova forza, che potrebbe dare un discreto colpo all’assetto dell’Europa. Di questi “Stati Uniti” nostrani che tutti bramiamo a livello ideale, ma che all’atto pratico continuano a sembrare non praticabili. Forse. Finora.

Articoli recenti

  • Mostre

Performing Research: tracce, paesaggi e visioni della ricerca artistica

Al Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro prende forma Performing Research, mostra in programma fino al 15 maggio che…

13 Marzo 2026 0:02
  • Attualità

Biennale nel caos sul Padiglione Russia. Giuli chiede le dimissioni della consigliera MiC

Dopo le polemiche sul ritorno della Russia alla Biennale Arte 2026, il ministro Alessandro Giuli ha chiesto le dimissioni di…

12 Marzo 2026 20:25
  • Arte contemporanea

Max Mara Art Prize for Women: le cinque finaliste della prima edizione nomadica

Annunciate le cinque finaliste della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women: il premio inaugura una nuova fase…

12 Marzo 2026 18:10
  • Mercato

Il mercato dell’arte globale è tornato a crescere

A dirlo è il nuovo Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026: buona ripresa per le vendite di…

12 Marzo 2026 17:58
  • Musei

Nelle rinnovate Galleries del V&A di Londra c’è anche un frammento d’Italia

Alla riapertura delle Gilbert Galleries del Victoria & Albert Museum di Londra, trova spazio anche la tradizione italiana del micromosaico,…

12 Marzo 2026 17:12
  • Architettura

Il prestigioso Pritzker Prize 2026 assegnato all’architetto cileno Smiljan Radic Clarke

La 55ma edizione del Pritzker Architecture Prize, il riconoscimento di architettura più prestigioso al mondo, è stata assegnata al cileno…

12 Marzo 2026 15:00