Categorie: Il fatto

Può una città rinascere | con l’arte?

di - 17 Dicembre 2015
Sabato L’Aquila avrà un brandello di vita in più, a sei anni dal disastroso terremoto che la colpì nel 2009. Riapre infatti il MUNDA, Museo Nazionale d’Abruzzo, che avrà sede nell’ex Mattatoio comunale completamente ristrutturato con tecnologie antisismiche e ripensato per questa sua nuova funzione. Franceschini, che sarà presente all’opening, non ha rimarcato di dire che la città sta rinascendo con la cultura. Ma la verità è che le cose da fare, specialmente in centro storico, sono parecchie e sono ancora lunghe. Chi non è Aquilano, forse, non ha ben chiaro il polso della situazione, ma fatto sta che il centro è ancora un immenso cantiere. Che prosegue, ma molto lentamente. Si lavora lungo gli assi principali, ovvero Corso Federico II e Piazza del Duomo, ma la percentuale di palazzi messi in sicurezza e ristrutturati è ancora ridicola rispetto al numero che bisognerebbe raggiungere e la maggior parte di quelli su cui si sta operando saranno pronti per il 2017-18. Ovvero dieci anni di ritardo, se così possiamo dire, sul primo effetto del sisma. E, paradossalmente (o forse no), gli edifici su cui si è più in ritardo sono quelli pubblici. La vita nella zona? In ripresa anch’essa, ma difficile dire cosa possono portare i bar riaperti dove si passa serata in attività decisamente disimpegnate, come bere. Che va bene, certo, ma che non aumenta il respiro culturale di una città. Niente negozi, pochissime attività commerciali che non siano legate alla ristorazione. Che questo museo sia il primo lancio per ridare una funzione degna a un’area fantasma? Noi lo speriamo vivamente, con l’augurio che si ripristini, il prima possibile, anche la vita quotidiana. Che è poi quella che fa la vita di una città. (MB)

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