Categorie: Il fatto

Sylvester Stallone, | il saggio

di - 22 Dicembre 2016
Jonathan Jones, dalle pagine del Guardian, lo ha definito come il più saggio, se non furbo, di tutta la tornata di “nuovi americani” vicini a Trump. Sylvester Stallone, dato come papabile per la carica al National Endowment for the Arts, pare avrebbe già declinato l’invito, prima ancora di essere ufficializzato.
Un fatto che apre un pensiero “differente” nell’America che si prepara a diventare “grande” di nuovo, secondo Trump: il mondo dell’arte non perdona, e il pittore “Rocky”, che dal 1975 porta avanti anche la sua “carriera” di artista visivo e che ha fatto mostre anche in Russia, ne è l’esempio.
Forse Trump lo voleva anche per questo, oltre che per essere bianco ed eterosessuale, per essere un ritorno simbolico “guardando all’età in cui l’America di Rambo era contro quella di Robert Mapplethorpe”, scrive Jones. Ma Rambo, così facendo, non solo si è guadagnato un po’ di stima in più, ma ha anche dimostrato di non guardare al passato, anzi, l’ex Rambo avrebbe fatto sapere di preferire un ruolo per aiutare i veterani.
E allora, insomma, chi potrebbe prendere questo ruolo? Jeff Koons, secondo il Guardian e anche secondo il nostro parere, sarebbe perfetto. Peccato sia un sostenitore di Hillary Clinton di lunghissima data.
Ci potrebbe essere il musicista Steve Reich, di cui Trump ammira le composizioni, e potrebbe in effetti cascare meglio, visto che “L’arredamento e il design della Trump Tower sono più che sufficienti per rivelare la totale mancanza di sensibilità per la bellezza in arte e architettura”, scrive Jones al vetriolo. Magari i rapper Kanye West o Nigel Farage, visto che pure il nostro celebre italiano in America Andrea Bocelli (aiuto!) non ha supportato il neo presidente. Per ora, parafrasando Edoardo Bennato, “solo solo barzellette”. (MB)

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