Teniamoci lontani da nostalgici necrologi ciclostilati e pronti all’uso. Prendiamo le distanze da chi, ora più che mai, celebrerà senza conoscerlo a fondo e con poco interesse il vero padre del fumetto moderno. Perché questo era – ed è – Will Eisner.
“Un vero gigante dei fumetti, ci mancherà, personalmente e professionalmente” hanno scritto gli amici e i collaboratori sull’homepage del sito willeisner.com, dove ora lo vediamo disegnare seduto al tavolo di lavoro in una posa poco naturale. Sopra l’immagine, due date: 1917 – 2005. Eh sì, il grande maestro ci ha lasciati il 3 gennaio scorso. Eisner è morto in Florida a seguito di complicazioni post-operatorie. Il cuore non ha retto ai quattro bypass coronarici.
Ma cos’ha di tanto speciale questo autore? Cosa ha fatto per essere considerato il più grande disegnatore del secolo? La
“In futuro mi piacerebbe continuare a raccontare storie a fumetti” ha confessato in un intervista al sito laotenna.it il giovane creatore di Rat-Man, Leonardo Ortolani. “Non potrebbe essere diverso; magari potrei realizzare un volume all’anno come il grande Will Eisner. Ecco, quello sarebbe il mio sogno”. Eisner ha colpito al cuore per la sua meravigliosa testardaggine. Come solo un adolescente può fare è andato incontro al mondo con accecante orgoglio. La sua prima e unica missione era di dimostrare che il fumetto è un’arte, un mezzo d’espressione pari – se non superiore – a tanti altri accreditati e garantiti dall’intellighentia e dalla massa.
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www.willeisner.com
gianluca testa
[exibart]
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