Il Teatro Libero, guidato dalla personalità versatile di Corrado D’Elia, lancia uno sguardo lungo via Savona e s’innamora della Scuola del Fumetto, pochi numeri civici più in là. Lei ricambia, ed è un’attrazione fatale. Che si concretizza nel progetto di unire i due linguaggi e di fonderli in uno solo: nasce così la nuova collana Il teatro a fumetti, un progetto editoriale di Teatri Possibili-Scuola del Fumetto, con il patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia.
Il primo testo della collana sarà Cyrano de Bergerac di Rostand. Per la rappresentazione è stato ispirato in particolare all’adattamento teatrale di Corrado D’Elia, che porta il titolo di Cirano (opera presente nel cartellone del Libero ormai da otto anni).
L’obbiettivo della collana è di trasmettere la passione per il teatro attraverso l’uso di un linguaggio a questo complementare. E per ottenere ciò vengono sottolineati tutti i punti d’incontro fra le due diverse realtà in questione. Ecco che, dunque, la storia è ambientata in luoghi che sia gli attori del Libero che gli studenti della Scuola frequentano ogni giorno (un Cirano contemporaneo, che vive in Via Savona); ed ecco che i volti dei protagonisti sono caricature dei ragazzi della compagnia del Libero. La trama è fedele al testo originale, ma è rappresentata secondo la lettura drammaturgica di Corrado D’Elia anche dal traduttore Franco Cuomo: infatti il Cyrano diventa Cirano, un anti-eroe, un uomo comune a stretto contatto con la vita reale. Per questo non sono utilizzati i versi: si tratta di una prosa che nulla vuole avere di ampolloso e di barocco. Una prosa cruda, reale, vicina al linguaggio dei nostri giorni. Ne traspare una lettura in cui non sono permesse passioni e sentimenti assoluti: l’uomo diverso è abbandonato dalla società, è solo con il peso della propria disuguaglianza. Il fumetto, quindi, diviene un’aggiunta, un completamento a un prodotto artistico già noto, e si propone di raggiungere un pubblico più vasto rispetto alla caratteristica, oggi, forse troppo elitaria del teatro. “Ho cercato di aggiungere allo spettacolo di D’Elia una costola che potesse avere vita propria – spiega Elena “M” Accenti, insegnante di sceneggiatura alla Scuola Del Fumetto – che mostri a un pubblico più vasto la bellezza di queste due arti e che dimostri le grandi potenzialità di un incontro tra le due”.
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marta calcagno baldini
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