Una struttura imponente ma discreta dove prevale il ferro come elemento grezzo e di disturbo. Pareti, teche e pavimenti neri quanto la china stesa sulle tavole esposte vorrebbero indurre all’alienazione. Come le porte scorrevoli, severe, che segnano il passaggio di confine verso il mondo della fantasia. I pannelli del soffitto, bianchi come il ghiaccio quando manca la corrente, regalano intermittenze cromatiche calde e coinvolgenti. Si presenta così ai nostri occhi – per la prima volta – il Museo Nazionale del Fumetto, inaugurato a Lucca il 23 ottobre scorso e diretto dal giornalista e storico del fumetto Gianni Bono. Del restauro ideato e coordinato dall’architetto Pietro Carlo Pellegrini non si può dire di più. Tutto il resto lo fa la storia del fumetto italiano, che qui trova spazio per una nuova e prolungata esistenza. L’approccio non è affatto amatoriale. Il fumetto è colto nella sua essenza, sia come prodotto d’arte sia come oggetto effimero di divertimento. Così si troveranno d’accordo bambini, ragazzi,
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www.museonazionaledelfumetto.it
www.luccacomics.com
gianluca testa
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