Categorie: lavagna

Independent Collections

di - 13 Marzo 2019
Ritengo che per collezionare bisogna essere muniti di una visione, di un’istinto ma anche di sensibilità. Questa ultima qualità in un momento nel quale il mercato premia le grandi risorse dovrebbe essere quel criterio nel quale una collezione venga giudicata realmente interessante e meritevole di attenzione in base alle scelte perpetrate.
Una delle collezioni che è entrata nel mito più assoluto è quella dei coniugi americani Herb e Dorothy Vogel, motivati dall’amore per l’arte e dall’interesse di scoprire e sostenere gli artisti emergenti nella sperimentazione. Non dei miliardari, ma dei semplici impiegati che hanno frequentato in modo assiduo gli studi degli artisti di New York riuscendo nel tempo a collezionare 4mila opere, quando ancora gli artisti scelti erano all’inizio del loro percorso ed indubbiamente poco noti.
La collezione dei Vogel ha opere di Sol LeWitt, Donald Judd, Christo solo per citarne alcune; stabilendo criteri collezionistici ferrei, in linea con le loro necessità di vita: dedicando solo uno dei due salari alle compravendite artistiche e scegliendo soltanto opere facilmente trasportabili e adattabili agli esigui spazi del loro piccolo appartamento di New York.
Quali remore ci possono essere per collezionare se è stato dimostrato che siano più le scelte ferrate, e mature che le grandi risorse a strutturare una memorabile collezione?
Rifacendomi all’esempio del Vogel mi sono chiesta se risiedere in un luogo decentrato per l’arte, possa allontanare una lucida analisi ed una capacità nel tempo di una collezione matura. Non è così; la Collezione Valentini è la dimostrazione palese che si possa conoscere tra i migliori artisti emergenti scegliendo dei lavori particolarmente interessanti del loro percorso artistico.
Chiharu Shiota “Trauma-Alltag-Book”, 2007; Photo: Jeffrey Sturges NYC
La collezione Valentini.
La collezione Valentini si contraddistingue per avere scelto dei lavori ambiziosi di artisti emergenti. La qualità, l’accortezza delle scelte ed una ricerca ben definita caratterizzano la linea adottata.
La collezione vive una sorta di “stato di grazia” le cui scelte hanno un ruolo molto importante e producono nuove prospettive estetiche in un contesto raccolto nel quale la contemplazione e la fusione delle varie opere porta un favorevole cortocircuito nel quale si innescano favorevoli retaggi culturali.
Indubbiamente il focus della collezione, riprendendo le parole dell’Avvocato Valentini, è la pretesa di cogliere “la schiuma sull’onda”, ovvero l’indistinto in arrivo.
Il primo acquisto: un’opera di Piero Pizzi Cannella.
Collezionista: Avv. Giorgio Valentini
Artisti in collezione, tra gli altri: Athanasios Argianas, Charles Avery, Becky Beasley, Will Benedict, Mariana Castillo-Deball, Radu Comsa, Ann Craven, Simon Denny, Angela Dufresne, Cleo Fariselli, Josh Faught, Rowena Harris, Nicholas Hatfull, Christian Holstad, Bouchra Khalili, Avish Khebrehzadeh, Ian Kiaer, Mackie Alastair, Katja Novitskova, Ahmet Ogut, Oliver Osborne, Pakui Hardware, Athena Papadopoulos, Amalia Pica, Olivia Plender, Luigi Presicce, Alessandro Roma, Jeremy Shaw, Chiharu Shiota, Jamie Showlin, Alexandre Singh, Josh Smith, Roman Stetina, Marco Strappato, Katja Strunz, Pilvi Takala, Giovanni Termini, Philipp Timischl, Viktor Timofeev, Oscar Tuazon, Amalia Ulman, Jack Vickridge, Danh Vo, Bill Woodrow, Waldemar Zimbelmann
Nuove Acquisizioni: Cleo Fariselli
Regione: Marche
Camilla Boemio

In homepage: Alessandro Roma, Veramente il luogo ha qualche cosa di originario, 2010 Photo: Nicola Eccher Courtesy: the artist
In alto: Josh Faught, Greeting Card, 2013; Photo: David Johnson
@https://twitter.com/camillaboemio

Scrittrice d'arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l'estetica contemporanea; nel 2013 è stata curatrice associata di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico; nel 2016 è stata curatrice di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University. Nel 2017, ha curato Delivering Obsolescence: Art Bank, Data Bank, Food Bank, un Progetto Speciale della 5th Odessa Biennale of Contemporary Art. E’ membro della AICA (International Association of Arts Critics). Boemio ha scritto e curato libri; ha contribuito con saggi e recensioni a varie pubblicazioni internazionali, scrive regolarmente per le riviste specializzate, e i siti web; ha tenuto parte a simposi, dibattiti e conferenze in musei e festival internazionali.

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