Categorie: lavagna

SOCIAL ART

di - 30 Agosto 2017
Un mosaico di colori pastosi che fuoriescono dai limiti del quadro e abbracciano chi guarda con mille sfumature diverse. Ogni tassello è il frutto di un lavoro meticoloso fatto di sovrapposizioni cromatiche che occorre osservare nel dettaglio per poi ammirarne l’insieme da lontano. Ingrid and Ching ci invita così nel suo mondo di colori, di fantasia e di passione per la semplicità. Sin da giovanissima legata alla creazione artistica, ha deciso di intraprendere la strada delle belle arti subito dopo il liceo, viaggiando da Hong Kong fino in Australia e infine negli Stati Uniti, dove oggi si trova il suo studio. Con tante idee in testa e un’unica passione, ha lanciato il suo brand, trovando ispirazione in tutto ciò che la circonda. «Ingrid and Ching è un’estensione di me stessa – racconta Ingrid – L’arte mi permette di dare voce alla mia interiorità, laddove le parole finiscono. Questa voce vi spingerà a considerare gli aspetti positivi alla luce di quelli negativi, il tutto senza dire una parola». I suoi quadri sono in effetti un’esplosione di colori e di emozioni, ogni pastoso tassello è un piccolo arcobaleno in miniatura che, sapientemente predisposto, compone quadri frutto di un’attenta analisi della natura e delle quotidianità. «Tutto inizia scattando alcune foto – spiega l’artista – e in seguito unisco le immagini che meglio si adattano a stare insieme e infine inizio la composizione ad olio attraverso la sovrapposizione di diversi colori. Ogni strato ha il suo scopo e il suo significato. A volte aggiungo scaglie di vetro, cristalli e lustrini per esaltarne l’aspetto complessivo. Sono lì per ricordarci che il mondo è ricco di dettagli da scoprire giorno per giorno».
Ingrid and Ching
Questi dettagli sono anche la trasposizione della semplicità e dell’ordinario, ma che cos’è semplice e ordinario per Ingrid and Ching?  «Le ordinary things, come amo definirle, sono proprio quelle cose che le persone spesso danno per scontate. Possono essere una sedia posta fuori casa, con la sottile proiezione della sua ombra, o un cavo della corrente che giace a terra in un modo particolare. La mia mette viaggia liberamente e mi racconta ogni cosa, poiché tutto in questo mondo ha un significato».
Ad esempio? «Prendiamo il pomello di una porta. È un oggetto davvero semplice, ma ci può proteggere dai pericoli del mondo esterno, e al tempo stesso può aprirci a nuove e infinite possibilità. La mia ispirazione arriva proprio da qui, dalla vita, dalle piccole cose di tutti i giorni e dalle opportunità che offrono».
Ingrid and Ching
Opportunità oggi ampliate grazie all’utilizzo dei nuovi social media su cui Ingrid è molto attiva, in particolare su Instagram, dove è seguita da  circa 30mila follower. La presenza sui social è ormai necessaria per gli artisti della contemporaneità che si devono sempre confrontare con una realtà virtuale davvero estesa. Una vetrina che spesso si rivela un’arma a doppio taglio e che non permette loro di emergere con efficacia. «I social media – precisa Ingrid – hanno un impatto incredibile sulla nostra vita. Sono una grande piattaforma che permette al nostro lavoro di diffondersi in tutto il mondo, oltre i confini dello studio. Quando posto le immagini delle ultime opere trovo interessante vedere le reazioni che suscitano. È  un’attività che mi aiuta a crescere come artista , a migliorare e a uscire dalla mia comfort zone». L’impatto dei social nella quotidianità le ricorda quanto sia importante adattarsi a un mondo in costante cambiamento. Queste realtà parallele, e internet in generale, sono un indicatore in tempo reale delle nuove tendenze, dei nuovi strumenti e delle cultura che si evolve. «Grazie alla rete posso seguire il lavoro di altri artisti e scoprire cosa c’è di nuovo, cercando tuttavia di mantenere sempre genuinità e originalità nei miei dipinti». Dopo aver lanciato il suo nuovo sito internet, l’artista ora guarda al futuro e ad aprire una galleria che ospiterà non solo il suo lavoro, ma anche quello di altri. «Per me è solo l’inizio, e poi si sa…il cielo è il limite!».
Chiara Gallo

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