L’immaginario di Marco Cannella (Ascoli Piceno, 1976) affonda in un patrimonio comune d’immagini, dai dipinti, alle incisioni, ai fumetti. Quasi con irriverenza l’autore si appropria di uno stile (Caravaggio, Michelangelo, Gustave Doré) o di un linguaggio (Pittura fiamminga, Surrealismo) caricando di significato questi riferimenti che compaiono nelle sue opere. Tali richiami consentono di saltare dei passaggi interpretativi permettendo una lettura che, pur nella sua complessità, risulta più immediata e sintetica. Se però nelle Nature Morte, abilmente dipinte ad olio su tela, l’autore limita il soggetto in tinte e forme già sperimentate e note, più originale è nel trattare altri temi. I lavori che hanno come oggetto la città di Ascoli Piceno, ad esempio, oltre alla cura esecutiva e allo spunto creativo, risultano arricchiti dalla familiarità con i luoghi rappresentati. Soggetti conosciuti, come piazze, chiese, chiostri, vengono reinterpretati in modo del tutto personale. Un’immaginazione fervida e gustosa che sovverte l’ordine delle cose e trasforma i pavimenti delle piazze in pareti da scalare e le facciate delle chiese in piazze.
Attraverso le sue opere, dunque, l’artista fornisce una visione suggestiva e nuova della realtà che, nonostante questo, non risulta incomprensibile. Il soggetto delle opere di Cannella viene, infatti, ad essere subito identificabile proprio perché l’artista si appropria di un tessuto urbano fortemente caratterizzato, sia a livello formale che materico, come quello di Ascoli Piceno.
Uno sfondo dotato di una propria identità, non certo anonimo, del quale l’artista si avvale riuscendo a non snaturarlo. Grazie anche ad una forza visionaria sostenuta da un segno sensibile e da una notevole capacità tecnica. Le immagini di Marco Cannella sembrano concepite come fossero sequenze di una storia, oppure momenti di una narrazione, con riferimenti evidenti alla fantascienza e al fumetto. Questo fa sì che i monumenti del passato non siano più pesanti simboli di un tempo ormai estraneo al nostro, ma luoghi da guardare con occhi più innocenti e curiosi. In modo che tutto diventi possibile.
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