Non è un mero atto di generosità, il guadagno del Ferrotel è quello di poter ritornare ad essere fremente di vita, stavolta di una vita che è pura energia, attraverso la rassegna d’arte contemporanea ideata da Cesare Manzo che da quindici anni propone al pubblico le opere di giovani artisti italiani ed internazionali.
Quest’anno l’esposizione ha come punto comune a tutti gli artisti il racconto (storytelling, per l’appunto). Alcuni segni del passato del vecchio palazzo -che pur di storie ne ha viste tante- sono raccontati dagli scatti di Barbara Tucci; le sue fotografie sono testimonianze di storie delle quali sono rimaste solamente tracce destinate a scomparireinevitabilmente.
Nella nostra epoca, segnata dall’avvento del cinema come settima arte non ci si stupirà se un sostanzioso filone di Fuoriuso’04 è costituito da video: il ragionare e sperimentare sulle potenzialità evocative della tecnica cinematografica caratterizza le opere di Marinella Senatore; l’attingere delle immagini legate in qualche modo al cinema per dare vita ad un racconto rinnovato è, invece, prerogativa di Luca Francesconi e Luigi Presicce.
Dopo il cinema il mezzo televisivo. Alcune modalità di indagine da esso proposte e ormai familiari a tutti, attraggono l’attenzione di Francesco Jodice che sulla base di queste realizza un “vero” documentario su un vero fatto di cronaca.
I punti di vista dai quali vedere la realtà globale poi si moltiplicano, ora basandosi sulla specialità di una vita comune nelle tele di Laura Pugno e nelle fotografie di Maurizio Borzì ; ora basandosi sulle strutture e sulle dinamiche sociali nelle opere di Caterina Notte e nei video di Domenico Mangano, Chiara Pirito, Mariuccia Pisani, Robert Pettena. Da una dimensione corale, il racconto ne assume una più intima, fortemente individualistica nelle opere di Tarin Gartner e Andrea Mastrovito,
Una bella istallazione è quella realizzata da Francesca De Rubeis, che richiama il kitsch di cui molte case sono permeate: lo fa giocando tra la dimensione estetica e quella più profonda della memoria, di cui -anche se non appartiene al nostro vissuto- avvertiamo la latente (ed incombente) importanza.
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germano boffi
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Mimmo Jodice in una mostra di giovani artisti italiani ed internazionali?! Spero si tratti di un lapsus dell'articolista in balìa di qualche bicchiere di troppo o del caldo micidiale! In caso contrario il vegliardo si metterebbe a scimmiottare il figlio!!
Non c'e' piu' religione...
Mi viene da pensare che farsi qualche bicchiere di troppo nel caldo micidiale sia usanza, abbastanza criticabile, del poco attento commentatore. Voglio precisare anzitutto che i giovani artisti di cui parlo non sono "giovani" in quanto privi di esperienza, alcuni loro hanno un curriculum invidiabile, che mi hanno colpito anzi per la completezza artistico-concettuale di molte loro opere. Fatto questo, se il nome differente dei due artisti (Mimmo; Francesco) non dovesse bastare, consiglierei al poco attento commentatore di guardare o leggere qualcosa su MIMMO JODICE, uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei, da confrontare poi con i cataloghi (non pochi) dove compaiono le schede critiche su FRANCESCO JODICE, bravo ma più giovane artista. Non posso neanche suggerire a questo (o questa) "nameless" di andare a VISITARE "Fuoriuso'04" poichè, per quest'anno, è terminata proprio ieri. Occasione perduta per mortificare la propria disattenzione di fronte alle opere in mostra.
Carissimo Germano, non ti offendere. E' stato rilevato l'errore? E' stato corretto? Bene! La disattenzione e' stata tua non mia. Abbiate un po' piu' di umiltà e senso dell'umorismo, voi collaboratori di Exibart. Si vive meglio. E poi non venirmi a dire di andarmi a guardare qualcosa di Mimmo e Francesco Jodice, li conosco tutti e due personalmente. La prossima volta bevi alla nostra salute.
cordialmente
Le esibizioniste e gli esibizionisti il Beatrice nazionale poteva proprio risparmiarseli...