Categorie: marcheabruzzi

fino al 6.XI.2007 | Cocci aguzzi di bottiglia / 1:1 | Teramo, Banca di Teramo

di - 5 Novembre 2007
La superficie lucida conserva ed esalta l’immagine. La rende attraente e preziosa. Come in un gioco poetico ed emotivo, Luca Coser sceglie con attenzione parole e immagini che applica su un blocchetto di legno, rivestito infine con una pellicola di resina. Apparentemente, per il formato e l’impianto compositivo, ciò che ne risulta ha la sembianza di un libro. L’impossibilità di sfogliare, possedere, conoscere, qualità proprie della lettura e del libro stesso, emerge in quest’opera ma diventa una caratteristica comune a tutte quelle esposte.
In 1:1, le opere di Coser sono messe in relazione con un testo di Filippo Santarossa. I lavori dell’artista trentino sono esposti in tre serie. In First & Second, venti elementi citano i titoli dei brani dei primi due album del gruppo rock Tindersticks. In I titoli Elsie, sette libri vengono intitolati ad altrettanti maestri dell’arte moderna e contemporanea. In Altreversioni, infine, il riferimento è ai libri, in questo caso dodici, presenti nella biblioteca dell’artista. Scritto direttamente sul muro è il brano Resine che Santarossa ha intitolato riferendosi apertamente ai lavori di Coser.
Lanciato nel 2006, Ottobre, piovono libri è una manifestazione in favore del libro e della lettura motivata dal sostegno, dal potenziamento e dalla valorizzazione di tutte quelle azioni e strutture finalizzate quotidianamente alla promozione del libro stesso.

Parole scritte, frasi che è impossibile dimenticare, come i Cocci aguzzi di bottiglia di Montale. Citazione presa in prestito quale titolo per la seconda mostra allestita nella sala Gambacorta. L’ambiente spazioso, completamente bianco, accoglie le opere di Marco Cordero, che tratta il libro come fosse un materiale da scavare e lavorare. Disposti di taglio, appoggiati a terra e accostati uno a uno, Cordero utilizza oltre trecento volumi per l’installazione Aria. Al centro di questo blocco, scavando le pagine, l’artista ricava la sagoma di un uomo seduto, intento a leggere. In Non raccontate mai niente a nessuno, utilizzando un rotolo alto 130 centimetri e del peso di cinquanta chili, l’artista fascia i pilastri al centro della stanza. Un muro di carta dalla cima frastagliata, che ha ospitato nella parte mancante, rimossa con uno scalpello, una frase tratta da un libro. In Batterepiano, Cordero traccia una linea blu sulla parete quale ideale linea d’orizzonte. Con la costa parallela a questa, espone sette libri che consuma nella copertina e nelle pagine, lasciando leggibile una sola frase per ogni testo. L’operazione manuale, che priva l’oggetto del suo uso, consente ancor più di apprezzarne il valore in quello che è il gioco semantico che s’instaura tra le diverse frasi.

Ester Viapiano
espone La scatola nera, dal titolo del romanzo epistolare di Amos Oz. Utilizzando le pagine del libro, l’artista gioca tra pieni e vuoti, conservando le parole stampate e tagliando le righe bianche. I fogli vengono infine uniti a formare dei parallelepipedi e sospesi su fili di nylon trasparente. Il contrasto tra la forma aerea e delicata dell’opera e il contenuto intenso e drammatico del libro comunica così la capacità della parola di farsi veicolo di sentimenti forti.

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cristina petrelli
mostra visitata il 24 ottobre 2007


dal 15 ottobre al 6 novembre 2007
Cocci aguzzi di bottiglia / 1:1
a cura di Francesca Referza
Banca di Teramo – Sala Gambacorta
Viale Crucioli, 3 – 64100 Teramo
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 16-19; lunedì su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo Bianca&Volta
Info: tel. +39 086125691; www.ilpianetalibro.it

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