È stato Tom Ripley, il giovane americano multiforme incapace di sfuggire alla sua gabbia di finzione. Ha interpretato Rocco Parondi, uno dei soggetti più famosi di Luchino Visconti, che lo rese leggendario agli occhi del pubblico italiano. Sempre con Visconti vestì i panni di Tancredi Falconieri ne Il Gattopardo, in coppia con un’indimenticabile Claudia Cardinale. Poi L’Eclisse di Antonioni, Borsalino di Jacques Deray, il ruolo drammatico di un collezionista intrappolato in uno scambio d’identità, nell’acclamatissimo Mr. Klein. Alain Delon, gli occhi azzurri incastonati tra zigomi perfetti. L’icona del cinema degli anni ’60 e ’70, e da lì divo immortale. Oggi, 87enne, mette all’asta una delle sue più brucianti passoni: l’arte collezionata per oltre 60 anni, con un gusto speciale per i disegni del Rinascimento italiano e del XIX secolo francese. «Ci sono due cose che considero la mia eredità», spiega, «la mia carriera di attore e la mia raccolta. La gente mi chiede se c’è un filo conduttore che lega questi pezzi. Io rispondo: “C’est moi!“».
60 Years of Passion, il titolo dell’incanto di Bonhams Cornette de Saint Cyr. I protagonisti? 81 lotti pronti a testimoniare la personalissima ossessione dell’attore, per un valore totale di € 4-5 milioni. Il primo disegno lo comprò a Londra quando aveva appena 24 anni – erano i tempi della relazione con Romy Schneider, conosciuta sul set di L’amante pura. Da lì, un crescendo delicato, ripartito tra carta e tela. «Ho sempre acquistato opere», rivela. Come La plage de Sainte-Adresse di Raoul Dufy, del 1906 (stima: € 600.000-800.000), tra i top lot dell’incanto parisienne, o ancora il disegno a carboncino Lattaia della Normandia di Jean-François Millet (stima: € 100.000-150.000). Non solo: ci sono il cinquecentesco San Giorgio che uccide il drago a penna e inchiostro di Veronese (stima: € 40.000-60.000), un olio su tela di Camille Corot (stima: € 100.000-150.000), due opere di Eugène Delacroix, rispettivamente Cheval arabe attaché à un piquet (stima: € 400.000-600.000 euro) e Chef Arabe (stima: € 50.000-80.000). Sfileranno tutte sotto il martello, a Parigi, il prossimo 22 giugno, dopo un tour mondiale tra Bruxelles, New York, Ginevra e Hong Kong.
«È facile capire come il grande occhio di Alain Delon abbia guidato e informato la qualità dei dipinti, dei disegni e degli oggetti della sua collezione», rivela alla stampa Arnaud Cornette de Saint Cyr, CEO della casa d’aste con sede parigina. «La sua passione e il suo impareggiabile discernimento si riflettono nelle sue scelte: Delacroix, Corot, Millet sono affiancati da opere di Dufy, Sérusier e Gleizes». E ancora: «È un grande onore offrire una così superba selezione di disegni, dipinti e sculture accuratamente raccolti negli ultimi 60 anni».
Superba, per davvero. Oculata, preziosa, mai banale, ben lontana dai nomi superstar. Di quei lavori senza tempo che si incontrano al Tefaf, o all’appena concluso Salon du Dessin. Vedi alla voce: Paesaggio invernale, un delizioso acquerello del 1626, ad opera di Jan van Goyen (stima: € 30.000-50.000). Oppure un altro Paesaggio, quello di Albert Gleizes, del 1914-15, così emblematico delle tendenze cubiste abbracciate dall’artista dopo la pubblicazione nel 1912 di Du Cubisme, scritto insieme a Jean Metzinger (stima: € 200.000-300.000). L’appuntamento è a quest’estate, al 6 di Avenue Hoche, sotto il sole cocente del mercato di Parigi. C’è Alain Delon in una casa d’aste, proprio come in una scena del film Mr. Klein.
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