Categorie: Mercato

Buone nuove dal report TEFAF 2017 |

di - 7 Marzo 2017
È fresco di pubblicazione il report annuale di TEFAF, redatto per la prima volta da Rachel AJ Pownall, Professoressa alla School of Business Economics alla Maastricht University. Il documento, realizzato utilizzando un mix di fonti pubbliche e private, compresi gli uffici di statistica nazionali, dati finanziari e le informazioni sulle vendite della galleria, ci racconta che il mercato dell’arte globale nel 2016 ha raggiunto un valore di 45 miliardi, con una crescita dell’1,7 per cento rispetto all’anno precedente. In realtà i numeri sul report dello scorso anno erano molto diversi, ma il cambiamento operato al vertice ha avuto come conseguenza una rivoluzione nei dati prodotti, la nuova analisi infatti si riferisce ad una fetta più specifica di mercanti d’arte e gallerie. Ma i cambiamenti nel mercato sono comunque realistici e considerevoli: quello più importante è stato un calo drammatico del valore delle vendite globali delle aste a 16.9 miliardi, il 18,8 per cento in meno rispetto al 2015, anche il volume totale, inteso come numero di elementi, venduto all’asta, è diminuito del 21,5 per cento. Ad aver perso più di tutti sono gli Stati Uniti, dove il valore delle vendite all’asta è sceso del 41 per cento, ma non sono i soli, anche L’Europa assiste ad un calo del 13 per cento nel valore delle vendite all’asta. Al contrario, il mercato delle aste in Asia è rimasto stabile, questa detiene ora la quota maggiore del mercato delle aste globale coprendo il 40,5 per cento, con la Cina che guida il resto dell’Oriente.
La ragione di questo calo può essere ritrovata nella crescita delle vendite effettuate privatamente, nelle case d’asta, nelle gallerie e dai dealer indipendenti: queste sono arrivate a coprire il 70 per cento del mercato totale, un processo che assicura anonimato e riservatezza ai collezionisti.
Altro dato di cui si era già fiutato l’arrivo è che i rivenditori stanno cambiando il modo di fare business, grazie a internet e soprattutto ai social media, ha acquisito maggiore importanza, che incidono sia il modo in cui operatori del mercato lavorano e, anche, il modo in cui gli acquirenti trovano le informazioni e effettuano molti acquisti, certo il 75 per cento delle opere comprate costa meno di 5mila dollari, ma è sempre una fetta di mercato che si sta spostando online. (RP)

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