Categorie: Mercato

Dentro l’asta. La Salomè da record di Diana de Rosa

di - 22 Agosto 2025

È successo quest’estate, da Sothebys Londra. La testa di San Giovanni Battista ha smesso, di nuovo, di essere reliquia, per diventare trofeo. Lo scorso 2 luglio, nel corso della Old Master and 19th Century Paintings Evening Auction, Salomè con la testa di San Giovanni Battista di Diana de Rosa è volata a £ 317.500 (poco meno di € 369.000), superando ogni pronostico della casa d’aste. Da una valutazione di partenza di £60.000–80.000, l’olio su tela della pittrice napoletana ha registrato un trionfale +400%.

Diana de Rosa, Annella di Massimo, Dianella, la sua storia fu documentata da Bernardo De Dominici nelle sue Vite de pittori, scultori e architetti napoletani. Nasce nel 1602, figlia del tardo manierista Tommaso de Rosa e sorella (o nipote, dipende dalla versione a cui si sceglie di dar credito) del più celebrato Pacecco, crebbe e iniziò a lavorare nello studio di Massimo Stanzione. Sua pupilla prediletta, fu lui, si racconta, a garantirle maternità retribuita” delle opere pur di non lasciarsi scappare una collaboratrice del suo calibro – una licenza poetica e professionale che poche donne potevano vantare nel Seicento. Eppure, nonostante le cronache di Bernardo de Dominici la dipingano come una donna tenace, decisa a esporre le sue tele nelle chiese e non solo nelle sale private, la sua voce si era persa nei secoli, soffocata dalle ombre di nomi più gridati, come Artemisia Gentileschi.

Ora, però, De Rosa festeggia il suo ritorno sul mercato con un record dasta che surclassa il precedente primato – fissato nel 2021 con un Sansone e Dalila da Dorotheum a circa €128.000. E dire che già allora si riparlava di lei come la sorella dimenticata del Barocco napoletano”. Ma La Salomè con la testa di San Giovanni Battista non è un esercizio di trucchi da macellaio del sacro, bensì un incontro silenzioso tra tragedia e grazia: il volto dangelo di Salomè, appena illuminato da un chiaroscuro, sorregge il capo mozzato del Battista con uneleganza quasi aggraziata, mentre lo sfondo scuro enfatizza quellistante sospeso. A differenza di altri, il gesto di Diana è sobrio, riflessivo, ma allo stesso tempo sembra sdrammatizzare la decapitazione dipingendo un sorriso appena accennato.

Di De Rosa gli studiosi hanno ricostruito finora solo una trentina di attribuzioni certe; tra queste, il recente ritrovamento della Santa Cecilia oggi a Boston, che ha aperto un filone di studi e persino qualche scommessa di mercato. Diana de Rosa ha segnato un nuovo punto, un segnale forte contro lanonimato delle donne nella storia dell’arte. Ma se lasta dedicata agli Old Master di Londra è un termometro, ci accorgiamo sempre più come queste alte temperature provengano da un collezionismo sempre più attento ai nomi femminili – una tendenza che promette di far volare alte altre teste nei cataloghi dei prossimi mesi.

Articoli recenti

  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54
  • Progetti e iniziative

A Catanzaro, un progetto porta la fiaba nell’epoca contemporanea

Al Complesso di San Giovanni di Catanzaro, un progetto espositivo che mette in dialogo i linguaggi dell’arte contemporanea con l’immaginario…

13 Gennaio 2026 12:58
  • Libri ed editoria

Nell’Atlante di Nicolas Martino, tra estetica e politica c’è una linea continua

Nel suo ultimo volume, edito da Gli Ori, Nicolas Martino traccia un atlante dell’epoca contemporanea, dal Sessantotto alla Pandemia, rileggendo…

13 Gennaio 2026 11:51
  • Arte contemporanea

Israele torna alla Biennale di Venezia 2026 e si accende la polemica

Dopo il Padiglione chiuso del 2024, Israele torna alla Biennale Arte di Venezia con un progetto di Belu-Simion Fainaru ma…

13 Gennaio 2026 10:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Bonghi

Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.

13 Gennaio 2026 10:25