Categorie: Mercato

Dentro l’asta: una miniatura indiana da record

di - 4 Gennaio 2026

Nell’autunno delle grandi aste londinesi A Family of Cheetahs in a Rocky Landscape, un dipinto di soli 29,3 x 18,6 cm, è stato battuto da Christie’s a £ 10,2 milioni, stabilendo il record assoluto per un’opera di arte classica indo-islamica. In asta il dipinto ha superato ampiamente le stime degli esperti che lo vedevano aggiudicato per una cifra compresa tra le £ 700.000 e £ 1 milione.

La miniatura mughal del XVI secolo a Family of Cheetahs in a Rocky Landscape, attribuita al maestro Basawan e realizzata attorno al 1575–1580, raffigura sei ghepardi raccolti all’ombra di un albero. La scena si costruisce per equilibrio, un equilibrio in cui ciascuno dei pochi elementi presenti sembra vibrare di energia propria in perfetta armonia con il tutto. Basawan è una figura centrale nella stagione aurea della pittura mughal (impero Akbar), capace di fondere tradizioni persiane, attenzione naturalistica e un senso narrativo di rara precisione. In questa miniatura l’animale è presenza viva colto in un momento di quiete vigile.

A Family of Cheetahs in a Rocky Landscape, attributed to Basawan, circa 1575-80. CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2025

L’elemento determinante per l’aggiudicazione record del dipinto, come spesso accade in questi casi, è sicuramente la provenienza. L’opera faceva parte della collezione personale del principe e della principessa Sadruddin Aga Khan, raccolta formata nel corso del secondo Novecento con uno sguardo curatoriale oggi sempre più riconosciuto a livello internazionale.

Non si tratta di un episodio isolato. Nel 2022, Il dipartimento di arte islamica di Sotheby’s Londra vendeva a più di £ 8 milioni un foglio dallo Shahnameh of Shah; nel 2024 lo stesso dipartimento, batteva a oltre £ 4 milioni una scultura Umayyad in bronzo. Grazie all’aggiudicazione di A Family of Cheetahs in a Rocky Landscape da Christie’s, giocando all’ombra delle grandi aste “mainstream”, la pittura classica dell’India e del mondo islamico sembra finalmente liberarsi da una posizione periferica nel sistema: i grandi collezionisti — sia privati che istituzionali — la interpretano come una componente strutturale di una storia dell’arte globale, non più come un capitolo specialistico destinato a pochi. Il record di Christie’s arriva a sancire questo passaggio, traducendo una maturazione culturale del mercato in un dato economico inequivocabile.

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