Categorie: Mercato

L’America resiste, grazie a Picasso

di - 22 Luglio 2015
Artnet, una delle più accreditate testate che si occupano di mercato dell’arte, ha appena pubblicato un report sullo stato dei fatti in questi primi sei mesi dell’anno. Il report arriva dopo i numeri dettati dalla confusione che dilaga da Christie’s, in cui la debolezza delle altre monete rispetto al dollaro, fa cambiare le percentuali di crescita se la cifra si considera in sterline da quando la si considera appunto in dollari.
Le cose, secondo il sito, non vanno così bene se si considera che globalmente il mercato ha totalizzato 6,2 miliardi di dollari, il 5 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel bel mezzo del declino, la buona notizia è che gli Stati Uniti crescono, raggiungendo i 3,4 miliardi di dollari, un aumento notevole rispetto ai 2,9 del 2014. Dove vanno ricercati i colpevoli del crollo quindi? Beh in Cina, prima di tutto, dove si è assistito ad un declino del 30 per cento rispetto al primo semestre del 2014, restando comunque uno dei mercati più forti, preceduto dalla Gran Bretagna e seguito da Francia e Germania.
A salire sono anche i prezzi medi delle opere vendute, che toccano i 69mila dollari, aumenta anche il numero di lotti che ha superato il milione (766) e quelli che hanno superato i 10 milioni (71, rispetto ai 63 dello scorso anno).
E chi sono gli artisti più amati dai collezionisti? I soliti sospetti. Primo fra tutti, anche grazie alla famiglia reale del Qatar, Pablo Picasso, con 441 milioni di dollari realizzati all’asta. Lo seguono Claude Monet (289 milioni), Andy Warhol (288 milioni), Alberto Giacometti (204 milioni), Mark Rothko (181 milioni), Gerhard Richter (152 milioni), Francis Bacon (150 milioni) e Cy Twombly (113 milioni).
Nulla di buono si prevede per i prossimi mesi, con la crisi della borsa cinese e la questione greca tutta da risolvere, la speranza per le case d’asta è che gli Stati Uniti tengano duro, e che cresca la voglia in medio Oriente di possedere opere status symbol. (Roberta Pucci)

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