Categorie: Mercato

Napoli, j’adore! L’omaggio di Blindarte alla città partenopea

di - 27 Marzo 2025

Torna Napoli, j’adore!, l’asta online di Blindarte con una ricca selezione di lotti, nessun limite tra opere d’arte, manufatti e oggetti di produzione artigianale. Un unico collante: la città di Napoli, un omaggio alla sua cultura, alla sua arte, alla sua storia. Dove? Sul sito www.blindarte.com, con scadenze dei lotti il 3 aprile. «Napoli è un mondo aperto agli stranieri e alle diversità», spiega Memmo Grilli, direttore del dipartimento di arte moderna e contemporanea della casa d’aste, «con le sue regole/non regole, i suoi usi e costumi, i suoi proverbi e la sua decantata bellezza che coinvolge e seduce. Tutto questo è ben noto agli artisti che vi si sono ispirati, lasciando tracce evidenti dell’influenza napoletana in tantissime opere d’arte e manufatti che gli appassionati di collezionismo conoscono e apprezzano da sempre. Napoli forse più di ogni altra città merita un’asta tematica sulla creatività che l’ha animata nel corso dei secoli, fino al presente, che è un momento di orgogliosa e condivisa valorizzazione di questo incredibile patrimonio culturale».

Quindi ecco qualche esempio sparso di omaggio alla città, direttamente dal catalogo della maison: due piatti in porcellana dipinta con vedute della Real Fabbrica Ferdinandea, dal servizio Farnese (stima € 3.500/4.500 ciascuno), una zuppiera in terraglia della Manifattura Giustiniani (stima € 1.000/1.200), un gruppo di sculture tratte da quelle presenti nella celebre Villa dei Papiri di Ercolano della Fonderia Sommer (stime tra gli € 800 e i € 2.500). A proposito di oggetti iconici: non manca una preziosa rappresentanza dell’arte presepiale napoletana del Settecento, da Blindarte, con un’importante coppia di figure attribuite al maestro Cappiello (stima € 6.500/7.500). E ancora una coppia di vasi francesi, in porcellana, dipinti a Napoli nei primi anni dell’800 con i ritratti dei Reali (stima € 4.000/5.000).

Manifattura francese dipinta a Napoli, secondo quarto del XIX secolo. Coppia di vasi biansati con scene galanti e vedute di Napoli sullo sfondo. Courtsy Blindarte

Un’asta composita, che abbraccia un bacino altrettanto ampio di collezionisti e appassionati. Ci sono anche dipinti antichi, come il seicentesco olio su tela raffigurante San Gennaro con angelo reggiampolle di Giovan Francesco De Rosa (detto Pacecco) (stima € 20.000/25.000) – un altro legame evidente con la città partenopea. E il tour Napoli continua con una serie di rare vedute di piazze e marine, firmate dai più importanti pittori locali protagonisti del Settecento e dell’Ottocento. Solo per rendere l’idea: Pietro Antoniani, Attilio Pratella, Felice Giordano, Salvatore Fergola, Giovanni Carlo Bevilacqua, Francesco Mancini, ma anche nomi della Scuola di Posillipo o di Scuola Napoletana del XVIII o XIX secolo.

Si passa al XX e XXI secolo, con opere di artisti di origine napoletana o legati alla città di Napoli, come – ne citiamo solo alcuni – Franco Girosi, Emilio Notte, Raffaele Castello, Armando De Stefano, Domenico Spinosa, Carmine Di Ruggiero, Renato Barisani, Mario Persico, Crescenzo del Vecchio Berlingieri, Ernesto Tatafiore e Carlo Alfano. E si strizza l’occhio, per finire, ai collectors di arte contemporanea, vedi la grande installazione in vetroresina, ferro, sabbia e acrilico di Giuseppe Perone, grande opera a parete del 2003 (stima € 6.000/8.000); o ancora i lavori provenienti dalla Collezione Sergio Cappelli, come Whip me purly di Rosy Rox (stima € 2.500/3.000) o l’installazione del 2006 di 13 coni in gesso su base in ferro di Federico Del Vecchio (stima € 3.000/4.000).

Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco. San Gennaro con angelo reggiampolle

Non mancano le caratteristiche sculture di Riccardo Dalisi realizzate o in bronzo o in ferro o in vetro di Murano (stime comprese tra € 250 e 600) e i vasi di Guido Gambone e Vincenzo Pinto (stime comprese tra € 250 e 800). Parola d’ordine, vendita cross-category – ovvero nessun limite di categoria, il punto comune è solo Napoli, presente in ogni lotto pronto a passare di mano. Quindi ecco i costumi ed elementi di scena di alcune importanti rappresentazioni tenute al Teatro San Carlo di Napoli nel corso degli anni, come il trono in legno dipinto con decorazioni a rilievo utilizzato nell’opera “Roberto Devereux” di Donizetti nella stagione 1987/88 (stima € 1.000/1.500), o ancora due sculture in plastica e vetroresina rispettivamente con una figura maschile a cavallo e con una figura femminile su creatura marina (stima € 1.500/2.000 ciascuna) utilizzate nell’opera “Il Flaminio” di Pergolesi nella stagione 1984. Ma anche un cavallo in polistirolo e cartapesta con elementi in cuoio dall’opera “The rape of Lucretia” di Britten risalente alla stagione 1989/90 (stima € 1.500/2.000) e una coppia di sculture classiche in polistirolo e gesso dall’opera “Parsifal” di Paolini della stagione 2007/08 (stima € 2.000/2.500). Appuntamento online, con Napoli, j’adore!

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