Categorie: Mercato

Quanto guadagna un artista?

di - 5 Dicembre 2017
Secondo un sondaggio condotto su 1.533 professionisti, condotto questo mese dal sito web Artfinder, piattaforma di vendite online per artisti, la maggior parte degli artisti nel Regno Unito guadagna meno di 5mila sterline  all’anno dopo le tasse e 10mila negli Stati Uniti. “Artist Income Project”, questo primo sondaggio di dati anonimi su più piattaforme, rileva che “gli artisti non sono ancora pagati in modo equo”. Tutti gli artisti intervistati sono indipendenti, non ancora seguiti da una galleria, e hanno affidato al web una parte delle loro vendite. Nonostante la crescita dell’importanza del web nell’autopromozione del proprio lavoro e delle vendite online, gli incassi annuali degli artisti non sono sufficienti per vivere. Molti degli intervistati sono costretti a svolgere un secondo lavoro. Il CEO di Artfinder, Jonas Almgren, ha dichiarato ad artnet News in un’intervista: “È triste dirlo, ma l’artista affamato è ancora molto presente. Non è facile fare carriera come artista”. Ma se questa non sembra una novità, il problema rimane uno: come possono cambiare le cose?

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  • Visione parziale del problema.

    In realtà la società mondiale è oggi caratterizzata dall'estremizzazione del divario tra ricchissimi e indigenti, tra coloro che pagano $450K un cristo di dubbia attribuzione e chi è schiacciato dalle tasse che servono a mantenere l'élite, un popolo represso e oppresso che come sempre mette le tendine rosa alle sbarre della "sua" cella; oltretutto oggi la pressione fiscale è dovuta alla vertiginosa nuova rincorsa agli armamenti, nonché serve per l'oppressione stessa dei popoli.

    Non essendoci equità, alcune classi, artisti o non artisti che siano, stentano a sopravvivere, figuriamoci quanto tempo e voglia hanno per interessarsi od occuparsi d'arte. C'è pure qualche popolano che disprezza (que)gli artisti (poveri), considerandoli dei fannulloni: il solito atteggiamento di chi è stato cresciuto come schiavo.

    Per il resto, quegli artisti che patiscono privazioni, più di quanto se facessero un lavoro "serio", scelgono per principio e consapevoli la loro difficile strada, perché sono gli ultimi e veri rivoluzionari di sempre, idealisti, quelli che sognano un mondo giusto e libero.

    Lunga vita agli artisti! Le ignave e codarde masse di pecoroni e schiavi prendano esempio da loro, sottraetevi alle logiche oppressive e bellicose, rifiutate quel sistema. Svegliatevi! Gli artisti sono lì apposta per ricordarvelo.

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