(L to R) Tom-David Bastok, Emmanuel Perrotin, Dylan Lessel. © Photo Claire Dorn
È in arrivo una nuova attività di vendita di opere d’arte sul mercato secondario e sarà gestita nientemeno che da Emmanuel Perrotin, il fondatore delle omonime gallerie blue-chip sparpagliate tra Parigi, New York, Hong Kong, Tokyo, Shanghai e Seoul. Il nome è semplice e d’impatto, Perrotin Secondary Market, e sarà sulla piazza già a partire dal 2021.
Dopo aver sviluppato il progetto per mesi insieme a Tom-David Bastok e Dylan Lessel, il gallerista francese si prepara a rilevare una casa di cinque piani al n. 8 di Avenue Matignon, a Parigi, proprio vicino al Grand Palais, a Christie’s e Sotheby’s. Quasi un piano d’attacco, verrebbe da dire, visto che Secondary Market nasce proprio come alternativa alle case d’asta, con un super team di professionisti che dispenserà consigli ai suoi clienti e acquisterà, valuterà e rivenderà opere d’arte con commissioni coerenti con gli standard del mercato.
«La situazione globale sembrava proprio una chiamata all’azione», dichiara Perrotin ad Artnet News. «L’idea», gli fa eco Bastok, «è quella di adattare la nostra strategia ad ogni singolo lavoro, in quanto avrà esigenze e requisiti unici». E ancora: «Vogliamo coprire l’intero spettro: fonte, valutazione, acquisto e vendita», spiega Lessel. «Tuttavia siamo anche entusiasti di lavorare in collaborazione con altre gallerie e venditori per portare le migliori soluzioni ai nostri clienti. Questo è un momento di sinergia e cooperazione con i nostri colleghi; crediamo che questo sia il futuro del mercato dell’arte».
Un’idea nuova, insomma, per iniziare col piede giusto un quanto mai auspicato 2021. D’altronde, dicevamo, la partnership promette piuttosto bene. Da un lato Dylan Lessel, che ha iniziato la sua carriera nel 2010 presso la galleria Kamel Mennour, dove è stato direttore fino al 2018; dall’altro Tom-David Bastok, che nel 2010 ha fondato MyArt Invest (tra le prime piattaforme a offrire la comproprietà delle opere artistiche) e ha anche rappresentato privatamente il patrimonio dell’artista Georges Mathieu; a sigillare l’accordo di Secondary Market, infine, Emmanuel Perrotin, che negli ultimi trent’anni ha dato vita a un vero e proprio impero delle gallerie d’arte contemporanea.
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