Categorie: Mercato

Sotheby’s distratta o complice? Il post Banksy tritato

di - 9 Ottobre 2018
Anche i più imperturbabili sono stati scossi dalla faccenda della distruzione di Banksy in diretta dopo essere stato venduto per un milione di sterline circa. Con questo coup de théâtre, per quanto semplice e didascalico, l’artista inglese si è preso gioco del mercato dell’arte e di chi ha scelto di spendere una qualsiasi cifra per comprare una delle sue opere. Dopo le prime reazioni di Sotheby’s che premevano per far crescere il valore del lavoro distrutto, si è realizzato che l’effetto più insidioso del gesto dell’artista potrebbe essere proprio quello di creare ulteriore pressione su un modello di asta già sotto esame, di un mercato in cui l’identità di compratori e venditori non viene normalmente divulgata e in cui esiste una rete di relazioni opache tra case d’asta, collezionisti, commercianti e galleristi. Bendor Grosvenor, storico dell’arte ed ex gallerista, ha scritto su twitter che lo scherzo potrebbe essere stato divertente e “anche intelligente” ma è stato “solo un altro assaggio dell’ipocrisia del mercato dell’arte contemporanea”. A perdere è quindi la casa d’aste. John Coffee, un professore alla Columbia Law School, ha detto che l’episodio potrebbe aver messo Sotheby’s in una posizione scomoda a prescindere. “O hai truccato quest’asta o sei così incompetente da non riuscire a scoprire questo elaborato meccanismo per distruggere l’opera. E questo suggerisce una mancanza di controlli. Non c’è modo [per Sotheby’s] di vincere. “
A svelare il trucco, che difficilmente sarebbe potuto sfuggire ad una radiografia, ci ha pensato lo stesso Banksy con un video sui social. (RP)

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  • Questo articolo mi sembra parecchio superficiale e muove delle accuse infondate, sopratutto per qualcuno a cui visibilmente mancano molte informazioni. Ad esempio, sul perché non si é potuto cambiare il quadro dell’opera. Non basta chiedere l’opinione di un dealer a caso.

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