Vilhelm Hammershøi, Interior. The Music Room, Strandgade 30 (detail). Courtesy of Sotheby's
C’è un dipinto di Vilhelm Hammershøi all’asta da Sotheby’s. Un interno rarefatto, intimo, immobile, silenzioso, incantato, spirituale, di quelli tipici del pittore danese. Proprio la raffigurazione della stanza di Copenhagen abitata dal pittore e da sua moglie Ida dal 1898 al 1908, tra l’altro, nella quale è rimasto appeso per oltre tre quarti di secolo. La valutazione degli esperti? $ 3-5 milioni. «La stima più alta mai attribuita a un’opera dell’artista», fanno sapere subito dalla maison. Estremamente vicina al suo record, l’hammer price di $ 5,3 milioni per Interior with woman at piano (Sotheby’s, 2017).
Qualche dettaglio sulla storia del dipinto. The Music Room, Strandgade 30 – questo il titolo – fu realizzato nel 1907, nell’appartamento che influenzò alcune tra le tele migliori di Hammershøi. «Era la casa che lo ispirava, il suo palcoscenico», spiegano da Sotheby’s, «perfettamente illuminato, ogni cosa al suo posto e scelta con cura per permettergli di punteggiarla con pezzi delle sue collezioni per ogni dipinto». Nulla era lasciato al caso: «Quando vi si trasferì, Hammershøi fece dipingere le pareti di un grigio freddo, che avrebbe assorbito e riflesso meglio la distinta luce nordica che cercava di catturare, e la boiserie di un bianco deciso, usato brillantemente come strumento di inquadratura nelle sue composizioni».
Ed eccolo il risultato finale, l’atmosfera sospesa che il prossimo 16 maggio, nella Grande Mela, sfilerà durante la Modern Evening Auction di Sotheby’s. Due strumenti ad arco, il violoncello e il violino, abbandonati, quasi in posa, sullo sfondo. Testimoni discreti di quelle serate di musica da camera ospitate al numero 30 di Strandgade. Ancora: la luce che fende obliqua, così ostentatamente debitrice di Vermeer – che Hammershøi ebbe l’occasione di studiare da vicino durante il suo viaggio ad Amsterdam nel 1887. E poi la calma urlata, lo spazio quasi spoglio, eppure greve sotto lo sguardo di chi lo incontra. Proprio come in Stue (Interior with an Oval Mirror), il dipinto della collezione di Anne H. Bass che nel 2022, da Christie’s, a New York, passava di mano per $ 6,3 milioni. O anche la già citata Interior with woman at piano, Strandgade 30, del 1901, che nel 2017 volava da Sotheby’s fino a quota $ 6,2 milioni. Non molto distanti dalla stima pre-asta del nuovo lotto in questione. Il turnover del 2022, per il pittore dei silenzi: vicinissimo agli $ 8 milioni.
«Ciò che mi fa scegliere un motivo sono… le linee, ciò che mi piace chiamare l’atteggiamento architettonico del quadro. E poi la luce, naturalmente». Lo rivelava Hammershøi in una rara intervista del 1907 – e lo ritroviamo senza dubbio in The Music Room, Strandgade 30. Spazi vuoti come tracce di presenza, silenzio come impalpabile mancanza. Enigma, attesa, esasperata introspezione. Ora il dipinto è pronto al giudizio del martello, lascerà per la seconda volta il Paese, dopo quella mostra itinerante che lo coinvolse tra il 1997 e il 1998 tra Copenaghen, Parigi, New York. L’esito finale a metà maggio, a New York.
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