Categorie: Mercato

Tutto pronto per IFPDA, la fiera della stampa di New York

di - 24 Marzo 2025

C’è IFPDA tra gli appuntamenti da non perdere in giro per il mondo nel – sovraffollatissimo – marzo delle fiere. E così torna con 75 espositori la International Fine Print Dealers Association, la kermesse interamente dedicata alla stampa, dal 27 al 30 marzo, al Park Avenue Armory di New York. «Dopo il successo del del 2024 al Park Avenue Armory, le candidature degli espositori per il 2025 sono state le più numerose che abbiamo mai visto», ha dichiarato Jenny Gibbs, direttrice dell’IFPDA e della Fondazione IFPDA. «L’IFPDA Print Fair è l’unica fiera d’arte che riunisce il passato, il presente e il futuro della stampa che abbraccia quasi sei secoli, quest’anno con gallerie provenienti da tutti gli Stati Uniti e dal Canada, Spagna, Irlanda, Sudafrica, Danimarca, Gran Bretagna e Germania».

Presenti all’appello i grandi nomi dell’arte contemporanea – stavolta in versione on paper – in dialogo aperto con i nomi più locali: Hauser & Wirth presenta in anteprima le nuove stampe di Nicole Eisenman, Rashid Johnson (Untitled Large Mosaic, del 2025, di dimensioni monumentali) e Amy Sherald (For Love, and for Country, del 2024), oltre a una selezione di capolavori storici di Louise Bourgeois, Philip Guston, Eva Hesse, Allan Kaprow, Dieter Roth e Jack Whitten. David Zwirner (sempre a proposito di giganti blue-chip) porta a IFPDA una nuova edizione di Gerhard Richter e nuove litografie di Josh Smith, esposte insieme a stampe ed edizioni storiche di Ruth Asawa, Yayoi Kusama, Donald Judd e Raymond Pettibon. Mentre Galerie Lelong punta su una selezione di importanti stampe moderne e contemporanee, tra cui edizioni di Etel Adnan, Jean Dubuffet, Donald Judd, Joan Miró, Sean Scully e Kiki Smith, una rara acquaforte a terra morbida di Louise Nevelson e le ultime stampe di Jacqueline de Jong. Solo per citare i giganti.

IFPDA 2024, Installation Images. Ph Annie Forrest

Menzione speciale per l’edizione 2025, la nuova installazione immersiva di Mickalene Thomas. Si intitola L’espace entre les deux e riflette l’interesse di lunga data dell’artista (pittrice, fotografa, artista di collage e designer, per la precisione) per gli interni e l’arte della stampa. Sculture in cartapesta, collage, serigrafie e opere tridimensionali in carta fusa che ricreano salotti, piante, lampade, tappeti, libri e mobili che abitano tutti i piani dello spazio, un’opera che va oltre le semplici illusioni trompe l’oeil. Il tutto, reso possibile dalla Jordan Schnitzer Family Foundation, maggiore supporter dell’iniziativa. «Nell’arte», spiega Thomas, «guardiamo e traiamo ispirazione da ciò che è già stato realizzato in natura. Gli alberi, l’origine della carta, esistono in tre dimensioni, quindi perché le creazioni che realizziamo con la carta non possono imitare o replicare quella stessa profondità e dimensionalità?». In L’espace entre les deux, l’approccio giocoso e investigativo di Thomas al materiale si traduce in qualcosa di simile a un collage vivente, tutto ovviamente su carta, in linea con l’anima della fiera. «Sono affascinata dalle possibilità della stampa, da come posso spingermi oltre i suoi confini tradizionali ed esplorare nuovi parametri creativi».

Altri highlights in anteprima dagli stand: senz’altro Pace Prints, che punta i riflettori sui monotipi nuovi e unici di David Salle (che parlerà tra l’altro in fiera domenica 30 marzo). Lo stand presenta anche lavori di Leonardo Drew, Jean Dubuffet, Keltie Ferris, Chase Hall, Mary Heilmann, Louise Nevelson, Kenneth Noland, Scott Kahn, Blair Saxon-Hill e Shahzia Sikander. Presente anche Cristea Roberts, che seleziona per il suo booth le nuove edizioni di Yinka Shonibare CBE e dell’artista tedesca Christiane Baumgartner, oltre a una recente serie, Paradise for All, di Yinka Ilori. «Il nuovo lavoro di Baumgartner», spiegano, «è ispirato al Monte Fuji e al paesaggio circostante, notoriamente immortalato nella serie di xilografie Trentasei vedute del Monte Fuji di Hiroshige. Fuji è l’ultima della sua serie di xilografie su larga scala, che in precedenza includeva Phoenix e The Wave; in ognuna di esse ha tradotto un’immagine fotografica di un vasto fenomeno naturale in una xilografia altamente complessa, intagliata a mano e stampata». L’appuntamento è a New York, con il meglio della stampa.

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