Davide Renne, ph. Alessio Bolzoni
In modo del tutto inaspettato è scomparso oggi Davide Renne, neo eletto direttore creativo di Moschino, che lunedì scorso era stato operato d’urgenza a causa di un problema cardiaco. La notizia è giunta come un vero fulmine a ciel sereno gettando nello scompiglio il mondo della moda. Davide aveva soli 46 anni e la sua nomina aveva lanciato un segnale positivo nel fashion business all’insegna del cambiamento. Proprio la sua nomina confermava un’apertura reale verso giovani talenti come lui, Walter Chiapponi, Sabato di Sarno e lo stesso Alessandro Michele alla guida di grandi maison. “Non ci sono parole – dichiara Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe Spa – per descrivere l’incommensurabile dolore che stiamo vivendo in questo momento così drammatico. Davide si era unito a noi solo pochi giorni fa, quando un malore improvviso ha stroncato troppo presto la sua giovane vita. Non riusciamo ancora a credere a quello che è successo. Con Davide stavamo lavorando a un progetto ambizioso, pieni di entusiasmo e di ottimismo verso il futuro. Anche se è stato con noi solo per pochissimo tempo, Davide è stato in grado di farsi subito amare e rispettare. A noi resta oggi la responsabilità di portare avanti ciò che la sua fantasia e creatività avevano solo immaginato. Ci stringiamo alla famiglia e ai numerosissimi amici di Davide con affetto”.
Toscano di Follonica, Renne studia al Polimoda di Firenze, ma pensando di fare l’architetto incrocia il suo percorso con un altro grande stilista italiano, Gianfranco Ferré. Il debutto nella moda arriva con Alessandro Dell’Acqua, suo primo maestro e mentore. Poi la sua storia continua all’interno di Gucci dove resta per oltre un ventennio, rimanendo molto legato ad Alessandro Michele. Così aveva dichiarato lo stesso Renne: “Tutta la mia vita mi ha portato a intraprendere un viaggio di esplorazione: dopotutto sono nato in Toscana, a Follonica, nel 1977, a due passi dal Mar Tirreno, uno specchio d’acqua magico le cui scogliere, secondo la mitologia greca, ospitavano i quattro venti custoditi da Eolo…Mi sono accorto al Liceo Scientifico che, per qualche misterioso motivo, continuavo a disegnare abiti femminili. Nonostante ciò, pensavo che da grande avrei studiato architettura, ma gli studi al Polimoda di Firenze mi hanno regalato un senso di assoluta libertà . E hanno aperto la strada a un percorso creativo che, ho scoperto presto, è diventato la mia vita”. Della sensibilità di Davide e delle sue doti professionali si sono accorti da subito i colleghi di Moschino, che presto sarebbero diventati una seconda famiglia per lo stilista e che già avevano iniziato a lavorare con lui alla realizzazione della prima collezione, attesa a Milano durante la fashion week febbraio. Il primo a credere nella capacità di Renne era stato Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe a cui Moschino fa capo, che lo aveva chiamato, convinto che la sua visione sarebbe stata fondamentale nella ripartenza non soltanto della maison, ma di tutto il gruppo.
Tra i primi commenti postati su Instagram, quello di Alessandro Dell’Acqua: “Ciao Davide!! Sarai sempre nel mio cuore”. Proprio con lui Renne aveva lavorato a lungo, insieme a Walter Chiapponi, altro nome tra i più promettenti dello stile italiano, che dopo Tod’s è stato nominato direttore creativo di Blumarine. Renne era una figura davvero amata la cui carriera in ascesa e nomina da Moschino aveva messo d’accordo tutti. E proprio l’amico e collega Walter Chiapponi ha dedicato al ricordo dell’amico diversi post, tutti con lo stess testo: Ti ho conosciuto nel 1999 ed è stato amore a prima vista, sei stato mio fratello la mia famiglia il mio tutto, da allora. Davide mi mancherai ogni secondo. Ho il cuore spezzato, oggi è uno dei giorni più difficili della mia vita.
Sui social una schiera di voci tra addetti ai lavori e appassionati, tutti uniti nel dolore per una giovane vita stroncata in modo repentino. Commovente il ricordo di Alessandro Michele, che ha scritto: “Dolce amico mio, fratello inseparabile, amore grandissimo. Che viaggio straordinario e indimenticabile abbiamo fatto insieme. Quante risate e che gioia sfrenata. Quanti sogni incoscienti abbiamo rincorso. E come ci siamo abbracciati stretti, con batticuore. Perché tu non sei stato solo uno dei più talentuosi creativi che io abbia mai conosciuto. Eri soprattutto parte insostituibile di una piccola famiglia sgangherata. La nostra, quella che avevamo scelto di costruire con tutto l’amore del mondo. Non riesco, ora, a non piangerti disperatamente. In questo giorno di pioggia in cui manchi come l’aria, vorrei così tanto abbracciarti e dirti, ancora una volta, che andrà tutto bene”.
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