Categorie: Moda

Quante cose ci dice una borsa. A Villa Pignatelli di Napoli, l’ironia di Juergen Teller

di - 17 Maggio 2019
Un estro ironico e sovversivo, quello che caratterizza il fotografo Juergen Teller, ospitato con una grande personale nelle fastose sale di Villa Pignatelli, uno dei complessi monumentali e poli museali più affascinanti di Napoli. 600 sono le opere esposte per la mostra “Handbags”, a cura di Mario Codognato e Adriana Rispoli, in collaborazione con lo Studio Teller, visitabile fino al 19 maggio. Un’esposizione immersiva nel mondo della moda e del fashion style.
La borsa, oggetto quotidiano, diventa formula di individualità, gioco, espressione ma anche simbolo glamour che riesce a sopraffare il personaggio catturato dal fotografo. Figura iconica dello star system, Teller ha reinterpretato i suoi soggetti con ecclettismo e stravaganza. I suoi scatti raccontano situazioni intime o inusuali, mostrano le principali dive del nostro secolo cercandone il tratto simbolico, ludico o caratterizzante.
Scorrono così i volti di Sofia Coppola, Kate Moss, Tilda Swinton, Gisele Bundchen, Winona Rider ma, ad aprire la mostra, sono le belle gambe di Victoria Beckham, all’inizio della sua carriera da stilista, che giocosamente sbucano dalla shopping bag firmata Marc Jacobs. Le atmosfere che si rintracciano ammirando le foto che accompagnano i corridoi della villa sono fresche, spontanee, accattivanti. Lo stesso Teller, durante un’intervista, ha affermato: «Non mi soddisfa fotografare cose, è noioso. Tutto ha una personalità».
La costanza del tema non cade in serialità, le immagini danno spesso la sensazione di essere un momento rubato, casuale, come capita nello scatto che vede Dakota Fanning spaesata, che stringe tra le mani la sua Marc Jacobs. Vizi e capricci delle star e della moda, straordinari feticci del contemporaneo, sono queste le messe in scena di Teller, consolidate da una piena e sconsiderata libertà espressiva. Donne e uomini vengono vestiti con piena libertà, body succinti e accessori realizzati con tessuti recuperati e materiali di scarto.
Il messaggio è inequivocabile, secondo l’artista «la distinzione di genere è per i poveri di spirito e immaginazione». La borsa, così, diventa tramite della sua filosofia: la fotografia è provocazione, racconta la bellezza dell’imperfezione. (Michela Sellitto)

Articoli recenti

  • Mercato

La ragazza inquieta di Roy Lichtenstein punta a $ 60 milioni

Desiderio in primo piano, provenienza impeccabile alle spalle. Uno dei volti più riconoscibili della Pop Art è in asta a…

28 Aprile 2026 22:08
  • Fotografia

Ancona Revisited: geometrie urbane e lingua interiore della città

Ancona Revisited affianca trentasei grandi formati e poesie scelte per rileggere la città. Tra geometrie e lingua neodialettale emerge uno…

28 Aprile 2026 22:00
  • Mostre

L’arte di Till Megerle mette in tensione il limite tra individuo e società

Disegni e dipinti dell’artista tedesco di base a Vienna, in mostra alla galleria Acappella di Napoli: figure contorte, culture giovanili…

28 Aprile 2026 20:20
  • exibart.prize

Rocky Cervini a New York: “Pura emoción” al Consolato argentino

Presentata presso il Consolato Generale e Centro di Promozione dell’Argentina a New York, con la curatela di Carolina Antoniadis, Pura…

28 Aprile 2026 17:38
  • Formazione

Il Piano Mattei passa dai musei: al via la Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale

23 professionisti provenienti da istituzioni culturali africane sono in residenza in sei musei italiani: proseguono le attività della Scuola Internazionale…

28 Aprile 2026 17:17
  • Arte contemporanea

Durante la Biennale di Venezia, in Piazza San Marco sarà installato un oracolo d’artista

ll duo spagnolo MITO installa in Piazza San Marco una cabina-oracolo durante i giorni della Biennale di Venezia: si pone…

28 Aprile 2026 15:25