Savage X Fenty Vol 2: allo show di Rihanna, un nuovo canone del corpo

di - 9 Ottobre 2020

Avere la pelle d’oca dall’inizio alla fine di uno show che presenta una linea di intimo non è cosa da poco. Soprattutto quando si è abituati alle solite sfilate di intimo stile Victoria’s Secret, dove l’emozione più intensa che si può arrivare a provare è, a seconda del livello di consapevolezza, invidia o disprezzo – disprezzo verso chi ci vuole propinare quei canoni estetici innaturali. In Savage X Fenty Vol.2 di innaturale non c’è proprio niente, Rihanna ha voluto invece dimostrare che qualsiasi corpo può essere sexy con indosso la sua nuova collezione di intimo. E ci è riuscita benissimo.

Savage X Fenty esplora il tema dell’inclusività con una profondità e autenticità che raramente si riconosce negli altri fashion show. Niente è forzato, niente è imbarazzante, non si può che rimanere ammaliati dalla diversità dei corpi e dei personaggi scelti e dalle coreografie pazzesche con cui esibiscono la nuova linea di intimo disegnata dalla cantante, che fin da prima del lancio della collezione aveva dichiarato sul suo profilo Instagram: «savages come in all shapes and sizes!!», Savage arriva per tutte le forme e taglie. I reggiseni vanno infatti dalla 32A alla 44D, mentre lingerie, underwear e loungewear dalla XS fino alla 3XL.

Il progetto Savage X Fenty è uscito nel 2018 come estensione del marchio di cosmetici Fenty lanciato dalla pop-star nel 2017, uno dei primi a realizzare nello specifico trucchi per pelle non bianca. Dopo il successo mondiale del brand di cosmetici e di intimo, Rihanna ha nuovamente allargato la produzione creando il marchio di moda, accessori e abbigliamenti Fenty, entrando così a far parte del gruppo LVMH capitanato da Bernard Arnault, e aggiudicandosi il titolo di prima donna di colore ad avere diversi marchi all’interno della multinazionale. Fenty ha debuttato in maggio 2019 con l’apertura di un pop-up store a Parigi, dove si trova inoltre la sede principale dell’azienda.

Sono state in tantissime a partecipare allo spettacolo: dalle supermodelle Irina Shayk e Bella Hadid alla drag queen Jaida Essence Hall, vincitrice dell’ultima stagione del programma “RuPaul’s Drag Race”. E poi ancora ballerin* incredibili, star del cinema come Demi Moore e celebrities come Rico Nasty, Lizzo e Paris Hilton. Mentre per qualcuno – tipo Cara Delavigne e Bella Hadid – si è trattato di una seconda partecipazione a una sfilata di Rihanna, Demi Moore, Paris Hilton e Lizzo – che ha debuttato ballando Brown Sugar di D’Angelo vestita dalla testa ai piedi di lingerie blu elettrico – hanno invece fatto durante SavageXFenty Vol.2 la loro prima apparizione per la collezione di intimo. Si sono poi viste le comparse di altri nomi tra cui Willow Smith, la star della serie Hollywood, Laura Harrier, le modelle Paloma Elsesser e Jazzelle Zanaughtti e l’attrice Indya Moore, riconosciuta per il ruolo di Angel Evangelista in FX, Pose.

Una colonna sonora da urlo e da polemica

Un altro motivo per guardare Savage X Fenty è sicuramente la colonna sonora, diversi artisti si sono infatti esibiti durante lo show, molti interamente (s)vestiti Savage: prima fra tutti Rosalia con il brano TKN registrato insieme a Travis Scott uscito questo maggio, poi il rapper portoricano Bad Bunny con Yo Perreo Sola e Miguel con Adorn e waves, la versione remixata da Tame Impala. Dj Mustard ha accompagnato la performance del rapper Roddy Ricch e della cantautrice inglese Ella Mai, che per l’occasione ha lanciato il suo nuovo singolo Not Another Love Song. A chiudere lo show sono stati Travis Scott e Young Thug con l’ultima uscita FRANCHISE. La playlist è disponibile su Amazon Music, come prevedibile data la collaborazione con Amazon Prime, su cui Savage X Fenty Vol.2 è visibile in streaming dal 2 ottobre.

Purtroppo uno dei brani scelti per la colonna sonora è stato subito oggetto di forti critiche sui social. La traccia Doom, uscita due anni fa e prodotta dalla dj londinese Coucou Chloe, è infatti composta da un remix di hadith, racconti orali del profeta Maometto, riprodotti in versione accelerata su base dance. La comunità musulmana ha dichiarato di essersi sentita offesa dall’uso del contenuto religioso all’interno dello show. In risposta, Rihanna si è prontamente scusata su Instagram con queste parole: «Vorrei scusarmi con tutti voi per questo errore superficiale, che però ho fatto in buona fede. Abbiamo capito di aver offeso molti fratelli e sorelle musulmani e questo mi fa sentire incredibilmente demoralizzata».

Nonostante lo scivolone, penso che sia importante riconoscere a Rihanna il merito di aver realizzato uno show in grado di trattare in modo stupendo temi così delicati come la sessualità e l’accettazione del corpo. «Dal mio punto di vista mostrare la propria sessualità è diventato qualcosa di molto più profondo di quanto possa sembrare. Dietro alla libertà di indossare tutto quello che si vuole, in qualunque modo si voglia indossarlo, c’è emancipazione. Per sé stessi. Per nessun altro. La sessualità è personale, è qualcosa che deve essere posseduto o guadagnato. A volte è rovinata a causa di esperienze orribili, quando si viene derubati del proprio potere. Ma dobbiamo ricordarci che rimane il nostro potere, sia che si tratti di trovarla, di condividerla, o di viverla con sé stessi».

Nata a Modena nel 1998, sta concludendo la laurea triennale in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Parallelamente ha lavorato come intern alla Collezione Maramotti a Reggio Emilia, e successivamente presso il Center for Italian Modern Art (CIMA) a New York.

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