Categorie: Musica

decibel_protagonisti | Omaggio a György Ligeti

di - 4 Ottobre 2006

Il fascino dei lavori di Ligeti è noto sia negli ambienti della musica cosiddetta “colta” che ad un più vasto pubblico: probabilmente per i brani che accompagnano, completandole con grande sinestesia e intensità, le visioni di Stanley Kubrick nei suoi 2001 Odissea nello spazio, Shining ed Eyes Wide Shut.
Dopo gli esordi bartokiani e le ricerche sulla musica etnica e il folklore romeno, lo stile di Ligeti matura a contatto con la neoavanguardia seguendo un duplice percorso: una scrittura basata su dense fasce cromatiche lentamente cangianti caratterizzate da una estrema staticità spesso illusoria e molto avvolgente, in grado di suscitare stati d’animo riflessivi e profondi nell’ascoltatore; in opposizione a questo sentiero estetico, che ci conduce verso una sorta di paesaggio del pre-conscio, si colloca uno stile articolato e frenetico, composto da fitte reti capillari di linee melodiche addensate in un tessuto composto da frattali inestricabili di suoni e intervalli.
Ma forse la dote che appartiene più di ogni altra cosa a Ligeti compositore è la capacità di trattare il suono come materia. A partire dai primi lavori Ligeti dimostra un particolare interesse per la struttura, per la forma intesa romanticamente come limite e al contempo recipiente nel quale travasare la materia sonora, ponendosi al di fuori di un certo linguaggio musicale inteso come sistema standardizzato di organizzazione spazio-temporale dei suoni. Questo interesse trova conferma negli anni in cui Ligeti si avvicina alla musica elettronica. A partire dalla seconda metà degli anni ’50 lavora con Karlheinz Stockhausen e Gottfried König nel celebre studio di Colonia, dove rimane affascinato dalle possibilità timbriche ed espressive legate alla produzione tecnologica.

Il successo internazionale arrivò poco più tardi con Apparitions (1958 – ’59) e Atmosphères (1961) due lavori formalmente perfetti; fu Ligeti stesso a coniare il termine micropolifonia per descrivere i lunghi cluster di Atmospherès: “La complessa polifonia di ciascuna parte è incorporata in un flusso armonico-musicale nel quale le armonie non cambiano improvvisamente ma si fondono l’una nell’altra, e da questa nebulosità si scopre che una nuova combinazione di intervalli prende forma”; è proprio questo movimento non lineare e immersivo attraverso le infinite dimensioni tracciate acusticamente nello spazio, che caratterizza in modo decisivo la scrittura di Ligeti.
A partire dagli anni ’70 Ligeti si interessò maggiormente all’aspetto ritmico della musica e studiò alcuni aspetti della musica africana, specialmente di quella pigmea. Gli anni ’80 e ’90 lo vedono impegnato nella scrittura di opere che riconfermano la sua ricerca stilistica, privilegiando soluzioni cromatiche meno dense e un linguaggio più melodico: da non dimenticare il Concerto per piano dell’85 e il Concerto per violino del ’92, nella bellissima esecuzione dell’Ensamble Intercontemporaine, ancora diretto da Pierre Boulez.

biografia
György Sándor Ligeti nacque il 28 maggio 1923 a Dicsöszentmàrton (l’attuale Târnăveni) in Transilvania dove studiò musica.
Nel 1943 fu costretto ad interrompere gli studi a causa del governo Nazista, responsabile anche della deportazione di numerosi suoi parenti nel campo di Auschwitz. Dopo la guerra riprese gli studi a Budapest, dove si laureò nel ‘49 e fu docente di armonia e analisi musicale per alcuni anni. Qui conobbe l’ostilità del Partito Comunista che interruppe le comunicazioni con l’Ovest e lo costrinse alla fuga nel ‘56: era l’anno della repressione. A Vienna entra in contatto con l’ambiente della neoavanguardia e a Colonia sperimenta la creazione di suoni elettronici in studio. Nel 1958 scrive Apparitions e ottiene il riconoscimento internazionale per il suo lavoro, che procede ininterrotto per circa un vent’ennio. Nel 1973 ottiene la cattedra ad Amburgo che lascia nel 1989. Negli anni ’90 la sua produzione subisce un notevole rallentamento a causa della salute, divenuta più instabile. È morto a Vienna il 12 giugno 2006.

link correlati
www.gyoergy-ligeti.de

alessandro massobrio

*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 32. Te l’eri perso? Abbonati!


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